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Consiglio regionale del Lazio - Barillari (M5s) al termine della prima seduta è fuorioso, nessun grillino è riuscito ad entrare nell'ufficio di presidenza - Leodori (Pd) presidente con i voti del Pdl

“Non disturbate il manovratore”

di Maria Letizia Riganelli
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La prima seduta del nuovo consiglio regionale del Lazio

La prima seduta del nuovo consiglio regionale del Lazio

Davide Barillari insieme ai consiglieri del Movimento 5 stelle

Davide Barillari insieme ai consiglieri del Movimento 5 stelle

Consiglio regionale

Francesco Storace, vicepresidente del consiglio regionale

Francesco Storace, vicepresidente del consiglio regionale

– Pd e Pdl mettono all’angolo il Movimento cinque stelle (video * fotocronaca).

Alla prima seduta del consiglio regionale del Lazio il movimento di Beppe Grillo non ha margine di manovra. In nessuna delle votazioni all’ordine del giorno i grillini riescono a spuntarla. Per loro non c’è posto nell’ufficio di presidenza.

Davide Barillari, capogruppo del Movimento 5 stelle, al suo primo giorno da consigliere regionale esce amareggiato e piuttosto infuriato.

“Quanto emerge da questo primo consiglio – afferma Davide Barillari appena terminata l’assembla – è molto chiaro: non disturbate il manovratore. Nell’ufficio di presidenza non c’è nessun posto per M5s, questo vuol dire che non basta un apriscatole ma serve la fiamma ossidrica. E poi non c’è equilibro con le donne. Su 6 posizioni, 5 sono uomini e una sola è donna, questo va contro lo statuto e faremo ricorso al Tar. Un avvio di questo tipo – continua –  è da vecchia politica, è solo la vecchia logica per la spartizione delle poltrone. Non a caso giravano tra i banchi i nomi di chi sarebbe stato votato. Tutto questo a svantaggio del 20% dei cittadini che hanno votato Movimento 5 stelle. Noi siamo stati tagliati fuori”.

Chi invece un posto se lo è ritagliato è il Pdl che, pur di essere rappresentato nell’ufficio di presidenza, alla seconda votazione per l’elezione del presidente del consiglio vota compatto per Daniele Leodori (Pd).

Intorno a mezzogiorno quando termina lo scrutinio per l’elezioni del presidente (servono 34 voti) i numeri parlano chiaro: Daniele Leodori (Pd) 38 voti, Silvana Denicolò (M5s) 7 voti, cinque schede bianche e un solo voto per Francesco Storace (La Destra). I consiglieri di maggioranza sono 29, ci sono quindi nove voti in più. Nove voti del Pdl che danno a Leodori il via libera per la presidenza.

Di certo non si tratta di un regalo. Subito dopo inizia la votazione per eleggere i vicepresidenti e i segretari dell’ufficio. Massimiliano Valeriani è il vicepresidente di maggioranza, eletto con 29 voti, mentre Francesco Storace, con 15 voti, è quello di minoranza. Valentina Corrado (Movimento 5 stelle) ha ottenuto 7 voti, non sufficienti.

Eletti anche i tre consiglieri segretari, due di maggioranza e uno di minoranza. I primi due sono Gianluca Quadrana, che ha ottenuto 15 voti, e Maria Teresa Petrangolini, con 14 voti. Giuseppe Simeone è stato eletto per la minoranza con 12 voti. Non sono stati eletti Valentina Corrado (7 voti) e Davide Barillari (2 voti), entrambi del Movimento 5 stelle.

Ai grillini resta ora da combattere per le commissioni. Anche se il neo eletto presidente del consiglio regionale Daniele Leodori tranquillizza i consiglieri rimasti al palo. “Il mio impegno – dice Leodori – è quello di invitare permanentemente alle riunioni i  gruppi politici non presenti in ufficio di presidenza. Dalla votazione è emerso che due coalizioni non sono presenti in ufficio, sarà mio impegno e mio compito invitarle permanente ai lavori di questo organismo”.

Maria Letizia Riganelli


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25 marzo, 2013

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