– Purtroppo ci sono buffoni e criminali di guerra che oltre a campare vivi e vegeti continuano a fare danni ai loro paesi e al mondo e grandi statisti che se ne vanno.
Ieri 5 marzo non è stata proprio una gran bella giornata per la lotta contro il capitalismo ed il neoliberismo.
Non è stata una bella giornata per quante e quanti cercano di affermare idee e pratiche rivoluzionarie. Non è stata una bella giornata per coloro che sognano un’affermazione democratica del socialismo.
Il comandante Chavez (Hugo Rafael Chavez Frias) ci ha lasciato, distrutto dalla malattia che lo ha attaccato da tempo.
Il vicepresidente Maduro ha allertato il mondo sulle cause della malattia, ventilando l’ipotesi di una infezione inoculata come quella provocata ad Arafat, cacciando due diplomatici Usa, mobilitando le truppe venezuelane per fermare ogni tentativo di golpe diretto dall’opposizione della destra interna con l’aiuto degli Usa, come accadde già nel 2002.
Molti parleranno con soddisfazione malcelata della scomparsa a 58 anni di Chavez: uomo rivoluzionario che ha praticato alcuni principi della rivoluzione bolivariana e ha rappresentato per tutto il mondo latinoamenricano il simbolo della resistenza e del riscatto sociale e politico contro l’imperialismo Usa.
Senza il Venezuela di Chavez – con l’ausilio instancabile della politica cubana – non si sarebbe neanche potuto pensare alla unica autentica primavera che si è affacciata nell’ultimo decennio sulla terra, quella dei paesi del Centro e Sud America, come l’Equador, la Bolivia, il Nicaragua, il Brasile, Uruguay, etc.
Una fase storica di grandi cambiamenti per milioni di persone, avvenuti tra contraddizioni, tra strappi, forzature, ma con un innegabile, chiaro e marcato segno di progresso delle condizioni materiali delle masse popolari.
Auspichiamo che il popolo venezuelano – quello che la ricca oligarchia venezuelana ha tenuto sotto il tallone e che, invece, ha potuto beneficiare con la rivoluzione bolivariana della nazionalizzazione delle imprese petrolifere, del servizio sanitario pubblico, delle scuole, delle case popolari, del lavoro – sappia raccogliere il meglio dell’eredità della politica del comandante Chavez, per continuare ad eliminare le ingiustizie sociali e le differenze tra ricchi e poveri.
A pugno chiuso ti salutiamo comandante.
¡Hasta la victorua! ¡Que viva Chávez!
Sinistra Ecologia Libertà – Circolo “La Lampadina” Civita Castellana
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