– Spero che i viterbesi si siano ricordati che oggi è la festa del transito di Santa Rosa. Giorno di memoria per la Chiesa viterbese che ricorda il “Dies Natalis” cioè il giorno della morte e della nascita al cielo di Santa Rosa.
Di Santa Rosa molto è stato scritto e della sua vita molto si conosce. Vorrei semplicemente ricordare alcuni aspetti salienti della vita di questa giovane santa viterbese nata nella Viterbo del 1233, sicuramente molto diversa da quella di oggi.
Una ragazza molto semplice, figlia di Giovanni e Caterina, di delicata costituzione con una rara malattia congenita che gli ha concesso di vivere fino a diciott’anni, gentile nei modi.
Le biografie di Santa Rosa, nonostante la salute malferma la vogliono a fianco dei suoi concittadini, durante l’assedio di Federico II di Svevia alla Città di Viterbo nel 1243. La città è anche travagliata dall’eresia Catara che viene combattuta dalla giovane Rosa con un continuo peregrinare per le vie di Viterbo con un crocifisso in mano pregando ed elevando lodi a Dio.
Sul suo esempio molti si convertono e ritornano nel grembo materno della Chiesa. Tutto ciò provoca inquietudine nei seguaci dell’imperatore che, considerandola comunque un pericolo, decidono di esiliarla dalla città. Il 6 marzo del 1251 dopo lunga malattia lascia questa terra e ritorna nell’abbraccio di Dio.
Di Santa Rosa oggi non abbiamo soltanto il ricordo e quanto ci viene tramandato, ma abbiamo miracolosamente ancora conservato il corpo incorrotto e il cuore conservato in un reliquiario che ogni anno viene portato in processione per le vie della città il 4 settembre. Tutti possono pregarla ogni giorno visitandola nella Basilica a lei dedicata.
Perché ricordare oggi Santa Rosa? Ricordarla significa prendere esempio dalla sua vita: una ragazza combattiva, costruttrice di pace, dalla parte dei poveri, parlava di Dio, amava Viterbo e i suoi cittadini. Tutte queste cose, anche se possono sembrare lontane e vecchie, per i tempi che viviamo oggi mi sembrano invece di una grande attualità.
Ricordarla significa quindi imitarla e sentirla vicina come anche molti Papi transitati per Viterbo in questi secoli hanno fatto. Non ci vuole tanto: basta una semplice visita!
L’altro grande appuntamento che i viterbesi ricordano è sicuramente la sera del 3 settembre con il trasporto della Macchina di Santa Rosa, che ricorda invece la traslazione del corpo di Santa Rosa dalla Chiesa di Santa Maria in Poggio all’attuale Monastero avvenuta il 4 settembre del 1258 e voluta dall’allora Papa Alessandro IV.
Don Emanuele Germani
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