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Elezioni comunali 2013 - Giulio Marini non scioglie le riserve sulla sua candidatura a sindaco e spiega che i risultati della sua amministrazione saranno l'arma in più contro il fenomeno del Movimento 5 stelle

Teme Michelini? “Michelini chi?”

di Paola Pierdomenico
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Giulio Marini

Giulio Marini

– “Non temo nessuno, tanto meno Michelini”.

Si allunga la lista dei nomi dei candidati a sindaco di Viterbo, ma quello di Giulio Marini ancora non c’è ufficialmente. L’attuale primo cittadino lascia col fiato sospeso gli avversari e non scioglie i dubbi sul suo futuro. Il quadro sarà delineato dopo le valutazioni con la coalizione che deciderà su chi puntare.

Di alternative alla sua candidatura ne sente parlare ogni giorno, ma la cosa sembra non spaventarlo. Marini dice di non temere nessuno perché saranno gli elettori a giudicare le proposte scegliendo se ripercorrere la strada battuta o affidandosi al nuovo.

Si candida a sindaco di Viterbo?
“Stiamo facendo delle valutazioni con i partiti di coalizione – dice Marini -. Massimo dieci giorni e scioglieremo le riserve. Puntiamo ad allargare il più possibile la base elettorale aprendo alle forze di centro o alle liste civiche”.

Lei sarà il candidato sindaco, quindi?
“Lo stiamo valutando”, resta vago.

Come è la situazione interna al Pdl?
“A giorni mi dimetterò da coordinatore provinciale e questo porterà a una fase di cambiamento già iniziata”.

L’ex consigliere regionale Francesco Battistoni non esclude l’ipotesi scendere in campo per le comunali. Come vede la sua candidatura?
“Non me lo aveva mai detto – ammette Marini -. E’ da valutare: è stato mio assessore in provincia e ha lavorato bene, ha fatto il sindaco di Proceno ed è stato consigliere regionale. Ha sicuramente un’esperienza adeguata”.

Battistoni dice che potrebbe essere un’alternativa alla sua candidatura…
“Alternative ne ho tutti i giorni. Non è un problema e non è detto che se ci sono altre persone, io non sia disposto a candidarmi ugualmente. Le alternative poi le stabiliscono gli elettori che sceglieranno la squadra che darà loro più garanzie. Punteranno su quelli che hanno guidato la città negli ultimi difficili 5 anni, portando a dei risultati oppure decideranno di affidarsi ai nuovi, agli innovatori. Noi possiamo proporre, ma a scegliere sono i cittadini”.

Sarebbe disposto a fare un passo indietro e lasciare il simbolo del Pdl a Battistoni?
“Non sono scelte personali, decideremo con la coalizione, individuando una soluzione condivisa e in cui ci sarà convergenza nei programmi e nella squadra. Non mancheranno innesti innovativi e gente motivata. Questo serve”.

Viene accusato, proprio dall’ex consigliere regionale, di aver creato un partito in cui non c’è dialogo e confronto…
“Il partito, in questa fase, non esiste. Sto per dare le dimissioni da coordinatore provinciale e quindi il coordinamento nella sua interezza non c’è. Va ricostruito e vanno ricreate le condizioni per porlo in essere”.

Battistoni magari non fa riferimento a questo ultimo periodo, ma va indietro…
“Voglio fare un esempio: Grillo ha preso una percentuale altissima in Italia senza fare riunioni, ma grazie al web e alle tecnologie. Non voglio mettere a tacere le persone, ma credo che la gente oggi abbia bisogno di risultati e risposte. E’ vero, il partito va costruito dall’interno, ma poi sono le persone a votare sulla base delle proposte. Il concetto del partito alla vecchia maniera, oggi come oggi, e mio malgrado, non ha più ragione di esistere”.

Quindi cosa propone?
“Niente. Ho dato la mia disponibilità al partito di trovare una soluzione di transizione e poi mi allineerò alle scelte per dare il via a una nuova era, che non credo si rifarà al passato, ma sarà del tutto innovativa”.

Il Pd e il centrosinistra hanno avviato un percorso con le primarie, il Pdl, invece, resta in ombra. Non crede, però, che il popolo abbia bisogno di segnali per vedere che il partito esiste e per prepararsi al voto?
“Mancano due mesi, ma anche noi stiamo lavorando. Siamo meno visibili solo perché non abbiamo previsto le primarie”

Sì, ma a due mesi dalla scadenza elettorale ancora non si sa se ci sarà un canditato del Pdl o se lei scenderà in campo, le pare possibile?
“Le politiche e le regionali si sono concluse da nemmeno una settimana. Ci vuole tempo per decidere e creare un gruppo coeso in cui vagliare i candidati che si fanno avanti. A differenza di altri non voglio imporre una ipotesi. Se sarò utile alla causa, mi candiderò altrimenti si guarderà altrove”.

Come vi state preparando, invece, per contrastare questa rivoluzione in atto che parte da Grillo con la valanga di consensi che ha ottenuto, soprattutto a Viterbo?
“Con i risultati – afferma secco il sindaco -. L’amministrazione ha perso di credibilità in tre situazioni: abbiamo speso sei milioni di euro per il rifacimento delle strade, ma gli interventi sono poco visibili e questo perché ci sono venute a mancare le risorse con una riduzione del bilancio di dieci milioni di euro da inizio mandato che altrimenti avremmo impiegato in questo settore. La grande nevicata dello scorso anno ci è costata 700mila euro e ci ha penalizzato con una danno enorme. Infine, per le responsabilità della giunta regionale Marrazzo e di quella provinciale guidata da Mazzoli, abbiamo subito le conseguenze del problema arsenico. I cittadini hanno attribuito le responsabilità al sindaco che invece ha fatto spendere alla Regione Lazio diversi milioni di euro per la realizzazione di dearsenificatori. Il nostro impegno positivo a volte non è passato alla popolazione e in questo dobbiamo recuperare”.

Quindi?
“Cercheremo di illustrare meglio certe situazioni e i risultati che abbiamo portato a compimento. Sono stati spesi milioni per progetti che saranno la salvezza di questa città. I risultati saranno un’arma da usare anche contro il Movimento 5 stelle che cavalca l’onda del malcontento popolare. Spiegheremo la bontà di un’amministrazione che è stata attenta alle spese e parsimoniosa”.

Un compito che, secondo lei, una giunta del Movimento 5 stelle non sarebbe in grado di affrontare?
“Basta vedere quello che succede a Parma. E’ vero, la città è più grande demograficamente ed economicamente, ma mi pare comunque che il risultato sia abbastanza insignificante. Un conto poi è gestire un’amministrazione con risorse e un altro è farlo con un ente in cui ogni giorno si presentano problemi nuovi e non provocati dall’amministrazione, ma dovuti alla crisi economica, alla mancanza di risorse da parte del governo, all’assenza di lavoro e alle difficoltà degli imprenditori e di un’intera società”.

Tra tutti i candidati a sindaco, si dice che lei tema più di tutti Leonardo Michelini. E’ così?
“Chi? Non temo nessuno – specifica -. Non temo nessuno – scandisce meglio – perché non ci sono motivi. Io temere Michelini, ma scherziamo? Ci mancherebbe altro. Il mio presidente direbbe “Mi consenta” – afferma usando l’espressione di Berlusconi -. Chi si pone nelle condizioni di amministrare deve temere solo la sua coscienza. Molti ci hanno accusato di non aver fatto, ma non si capisce che mancano le risorse e che quindi bisogna cambiare passo. Noi lo abbiamo fatto. Continuerò a parlare chiaramente alle persone senza problemi e ad andare avanti”.

Paola Pierdomenico


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5 marzo, 2013

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