![]() L'incontro sull'urbanistica |
![]() La candidata Raffaella Valeri |
![]() Antonello Ricci |
Riceviamo e pubblichiamo – Vengo sollecitata a prendere posizione ed esprimere giudizi su altre candidature presentate alle primarie.
Ma io non devo fare l’esame del sangue ai miei competitori: ho messo a disposizione nome, faccia, tempo ed energie in un processo aperto e competitivo di partecipazione democratica per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra.
Al senso di quel processo, a quella coalizione politica e alla carta di intenti che io e gli altri candidati abbiamo sottoscritto mi sento vincolata.
Le differenze con gli atri candidati si possono valutare sulla base dei contenuti, che ciascuno di noi rappresenta. Come, ad esempio, quelli che propongo in materia urbanistica e ambientale e che Antonello Ricci e Paolo Henrici De Angelis, mi hanno aiutato a presentare in un incontro tenuto venerdì scorso alla Libreria dei Salici.
Anche alla base del governo del territorio c’è una questione culturale, che per me si traduce nell’obiettivo di migliorare la qualità della vita per chi abita a Viterbo, anteponendo gli interessi generali della popolazione a quelli di singoli gruppi e individui.
Una volta definito l’obiettivo, tutte le scelte urbanistiche e sociali saranno consequenziali e tanto più saranno forti e salde quanto più il nostro obiettivo risulterà condiviso. Per questo dobbiamo passare dalla pratica ormai inarrestabile dell’urbanistica contrattata a quella della progettazione partecipata.
Va arrestata l’espansione edilizia che negli ultimi venti anni ha snaturato molte aree del nostro prezioso territorio favorendo prevalentemente gli interessi della speculazione fondiaria.
Non serve nuovo cemento, mentre molti degli edifici di più recente costruzione sono pieni di appartamenti invenduti.
Va riqualificata l’edilizia esistente, sia nei centri storici (di Viterbo e delle frazioni anch’esse ricche di storia) sia nei quartieri residenziali. Gli incentivi per la sicurezza degli edifici e per l’efficientamento energetico sono una buona occasione da non perdere.
In alcuni casi si può anche demolire, laddove le costruzioni siano tecnicamente o esteticamente non sanabili, mentre vanno fatti diventare una risorsa alcuni manufatti, anche privati, ormai inutilizzati: Mercati generali, centrale del latte, molino Medori sono esempi di aree dismesse da preservare e sfruttare, con intelligenti combinazioni di riqualificazione e recupero.
Vanno utilizzati meglio alcuni edifici di proprietà comunale, sia per fini sociali (case famiglia e case popolari), sia per fini di cultura e ricreazione: pensiamo all’ex tribunale o al Palazzo di Donna Olimpia in Via San Pietro.
Va preferita la mobilità pubblica a quella privata.
Per tutto ciò va costruito in maniera partecipata un piano regolatore che faccia della valorizzazione delle aree verdi, urbane e agricole, il fulcro della programmazione urbanistica, con un corridoio ecologico che, partendo dalla Riserva naturale dei Monti Cimini e passando per quella dell’Arcionello, giunga a Castel D’Asso e alla zona termale, dove deve vedere finalmente la luce il parco agricolo-termale e deve porsi la parola fine alla farsa dell’aeroporto.
In definitiva penso che sia più rilevante sapere se i miei competitori siano d’accordo con queste scelte, piuttosto che discettare su chi possano essere i loro sostenitori. Poi il popolo del centrosinistra, il popolo delle primarie dovrà giudicare quale sia la persona e quali le proposte migliori per rappresentare il centrosinistra nella sfida per il governo di Viterbo.
Documenti e materiali si possono leggere e vedere sulla pagina facebook “raffaellaxviterbo” e sul blog “viterbobenecomune.wordpress.com”. Chi vuole scrivermi per farmi avere le proprie opinioni e segnalarmi spunti programmatici sui quali intervenire, può farlo agli indirizzi raffaellaxviterbo@gmail.com e raffaellaxviterbo@libero.it.
Raffaella Valeri
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