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Viterbo - Riccardo Valentini interviene sulla situazione della struttura sanitaria

Villa Buon Respiro, pochi soldi e troppa burocrazia

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Riccardo Valentini

Riceviamo e pubblichiamo – Prendo spunto dalla lettera di Vito Ferrante per intervenire sulla questione di Villa Buon Respiro che noi tutti viterbesi conosciamo per il lavoro di assistenza che sta svolgendo ormai da molti anni. Prendo questo come esempio per condividere due osservazioni.

La prima è che assolutamente singolare che un provvedimento di questa portata venga preso a poca distanza dall’insediamento del nuovo governo della Regione Lazio. Veramente sfuggono le motivazioni di urgenza visto che nelle prossime settimane il governo regionale nel pieno delle sue funzioni potrebbe quanto meno interloquire con il commissario e verificare nel merito e nella forma eventuali inadempienze e mancanze.

La seconda osservazione riguarda la natura del provvedimento che sembra sia basata su problemi burocratici, da cui peraltro risulta che il mancato accreditamento della struttura sia un problema decennale e non certo dell’ultima ora. Senza entrare nel merito delle responsabilità e di come si sia arrivati a questa situazione, il problema oggi esiste e la prima preoccupazione è quello di tutelare, i malati, le loro famiglie e i lavoratori che non sono pagati da 0ttobre.

Allora il punto è questo. E’ vero che abbiamo un bilancio della Regione fallimentare, che le risorse sono limitate ed in più abbiamo una crisi economica senza pari, ma possibile che dobbiamo aggiungere anche la burocrazia, l’incuria, la lentezza amministrativa a tutto il fardello che stiamo portando?

Se il problema è puramente amministrativo e formale, non c’è bisogno di aggiungere che ci troviamo in una situazione paradossale.

Sicuramente ereditiamo una Regione con un debito di bilancio stimato in più di 20 miliardi di euro di cui il 75% proviene dalla sanità. Quindi ci troviamo in una situazione difficile dove non possiamo certo promettere i miracoli, tuttavia alcune questioni non sono debiti di bilancio ma incapacità di far funzionare la macchina amministrative e di renderla efficiente.

Ad esempio scopriamo che i fondi europei (che non sono nel debito regionale) non vengono spesi. Nel 2013 il 60% dei fondi europei strutturali potremmo rimandarli indietro per incapacità di spesa.

Le imprese hanno una media di rimborso di 412 giorni (se gli va bene) e in molti casi l’unico motivo è perché qualche funzionario ha dimenticato le pratiche nel cassetto oppure c’è qualche vizio formale che blocca l’erogazione.

Di tutto questo dobbiamo occuparci con urgenza, senza fare sconti a nessuno, ripristinando una Regione amica dei cittadini e delle imprese, non una controparte contro cui fare la guerra ogni giorno.

Riccardo Valentini


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4 marzo, 2013

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