![]() Roberto Talotta |
Riceviamo e pubblichiamo – La proposta di conferire la “cittadinanza onoraria” a suor Piera per l’opera meritoria e pluri decennale presso il prestigioso Istituto Villa Rosa di Viterbo, ha dato la possibilità a tutto il Consiglio Comunale di valutare attentamente la grave situazione di crisi in cui versa la casa di cura e che, di qui a poco, potrebbe determinarne anche la “chiusura” se non si attua il “piano di risanamento” imposto dalla direzione provinciale dello stesso Istituto.
Una realtà, quella di Villa Rosa, da sempre valido supporto assistenziale nel campo della psichiatria e non solo, basti citare altri importantissimi servizi, come l’hospice, la Rsa, il centro per la dipendenza dall’alcol e per i disturbi alimentari; insomma, un insieme di eccellenze sanitarie che hanno contribuito non poco ad una richiesta di assistenza specialistica per certi versi unica sul territorio.
Una “crisi” tanto improvvisa, quanto ingiustificata se pensiamo che Villa Rosa ha funzionato a pieno regime con la diuturna e professionale opera dei dipendenti, ai quali andrebbe rivolto più di un ringraziamento per quanto hanno saputo garantire sul piano della quantità e della qualità delle prestazioni rivolte ai malati, assistiti non solo con l’arte sanitaria ma, ancor di più, con il cuore.
La “cittadinanza onoraria” a suor Piera voleva significare tutto questo, un giusto riconoscimento a tutta la struttura e soprattutto agli operatori ma, paradossalmente, oggi si parla di gravi provvedimenti proprio a danno del Personale e, cioè, di coloro che non hanno alcuna responsabilità sul dichiarato “dissesto finanziario” che è stato ampiamente contestato dalle organizzazioni sindacali nelle tante riunioni che si sono svolte fino ad oggi.
Il 9 febbraio, in una lettera inviata al sindaco di Viterbo, richiedevo un “tavolo istituzionale” per mettere a fuoco la “questione Villa Rosa” e il suo drammatico contesto, appello accolto responsabilmente dal prefetto che ha convocato il 21 marzo lo stesso sindaco, la direzione Ausl, il delegato rappresentante della parte datoriale e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Fials e Ugl. Gli esiti dell’incontro sono stati riportati in consiglio comunale dal sottoscritto e dal Sindaco, con l’intento di sensibilizzare la Politica su un detrimento sanitario che la città non può tollerare.
In poche parole, anche le istituzioni locali e la politica vogliono vederci chiaro sulla gestione contabile di un presidio sanitario che, nonostante l’elargizione di “soldi pubblici”, accampa misteriosi “buchi di bilancio” che intende sanare con una serie di licenziamenti di personale, riduzione di alcuni servizi, esternalizzazioni e applicazione di contratti di lavoro penalizzanti per tutti gli operatori, dipendenti che, dopo aver espletato egregiamente il loro dovere, si trovano ancora privi dello stipendio di febbraio e addirittura della trediesima mensilità.
Pertanto, il consiglio comunale, nelle prossime sedute, prima ancora del conferimento della cittadinanza onoraria a suor Piera, è chiamato ad un’azione politica che, unitamente al fattivo intervento delle forze sindacali, possa riportare serenità e sicurezza all’interno di Villa Rosa, presidio sanitario accreditato e, in quanto tale, in dovere di relazionare adeguatamente e con trasparenza i “bilanci aziendali” che, ad ogni modo, non possono influire sulla dignità e i diritti dei lavoratori, tantomeno sulla qualità delle prestazioni specialistiche somministrate al suo interno.
Roberto Talotta
Consigliere comunale
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY