– Ormai non è più di primo pelo, per questo vuole vincere e possibilmente non al secondo turno.
Giulio Marini rompe gli indugi, guiderà il centrodestra in Comune alla conquista del suo secondo mandato da sindaco, con una speranza: “Non ho mai vinto al primo turno – spiega Marini – ma al secondo, per una volta vorrei che accadesse il contrario”.
Quindi non solo certo del risultato, ma anche con una certa dose d’ottimismo. Eppure la platea dei concorrenti è piuttosto ampia.
“Non mi candido per pareggiare – annuncia Marini in conferenza stampa – ma per vincere”. Punta in alto, magari grazie all’ascensore a valle Faul, del quale ha appena annunciato l’avvio della gara per l’appalto da tre milioni e 800mila euro.
Solo l’ultimo di una lunga serie. Che (fortunata coincidenza) stanno partendo tutti sotto elezione.
Eppure c’è chi descrive un primo cittadino stanco. Ha le forze (politicamente parlando) per altri cinque anni? “Io ho lavorato – incalza Marini – ho sentito il peso della responsabilità, come un buon padre di famiglia in un momento difficile. Mi sono rimboccato le maniche e alla fine con sacrificio, siamo arrivati fino in fondo.
Noi ci candidiamo per vincere, non sarà una passeggiata, ma siamo certi del risultato, perché faremo capire le difficoltà attraversate e che abbiamo superato, siamo il futuro della città”.
Riuscirà ad aggregare tutto il centrodestra? “Io sono aperto al dialogo e da lunedì prossimo inizio i colloqui con rappresentanti di categorie e sindacati, partiti e società e a chi vuole impegnarsi. Vediamo cosa ne esce”.
Vuole rappresentare il futuro, ma non si fa tentare dalle sirene del rinnovamento. C’è chi sostiene di vedere a palazzo dei Priori le stesse facce da anni, Marini però non cede. “Rinnovamento? – si chiede – Io non ho nulla da buttare. Con orgoglio presento le persone e i compagni di viaggio, non butto niente, punto semmai a rinnovare l’impegno.
Fermo restando che chi vuole unirsi a noi e collaborare, è benvenuto. Anche dal di fuori del contenitore politico. Come ho fatto io tanti anni fa. Oggi ricominciamo da quel livello. Tutto daccapo”.
L’elenco dei concorrenti alla poltrona di sindaco è lungo. “Con quello che finora abbiamo dimostrato d’avere fatto – precisa Marini – possiamo avere paura? Il mondo sta cambiando e non so se sia un bene o un male. Abbiamo colto obiettivi, superato mari burrascosi, le attenzioni della magistratura. Che altro dobbiamo dimostrare?
Sono sotto attacco da cinque anni, eppure eccomi. Quando vedrò i miei avversari vorrò ascoltare, in base alle proposte, dove trovano le risorse per questo o quel progetto, perché ad avanzare idee siamo tutti buoni.
C’è stato un cambiamento in questi anni, i soldi i comuni non li hanno più, se ne sono accorti tutti i miei colleghi.
Quindi l’ostacolo unico sarà il voto degli elettori, cui vanno spiegate certe cose.
Abbiamo trovato tra l’altro, quasi quattro milioni per l’ascensore a valle Faul, ma abbiamo avuto difficoltà a reperire fondi per le buche. Anche se adesso parte il bando per la sistemazione.
Non sono due cose sovrapponibili”.
Della serie, se non si fa l’ascensore, le buche restano. Marini rivendica il suo impegno anche sulla cultura, dall’attenzione mostrata a tutte le iniziative, al recupero di Genio e Unione, mentre il capogruppo Pdl Roberto Bennati tira un sospiro di sollievo: Marini ha detto sì.
“Finalmente – osserva Bennati – ha risposto al nostro appello, sciogliendo il nodo. Mi auguro che sia una campagna elettorale basata su cose realizzabili. Il nostro programma di cinque anni fa all’80% è stato realizzato”.
Una campagna elettorale senza promesse vane. Chi ci crede? Anche perché Ottavio Raggi ci tiene a precisare: “Il politico deve sognare e far sognare”. Poi precisa: “Ma non con l’irrealizzabile”. Solo sogni possibili.
“Ci siamo impegnati su progetti di cambiamento – osserva Marini – nonostante i tagli del Governo che ci hanno fatto perdere in questi anni dieci milioni di euro, ma con la tigna viterbese che ci contraddistingue abbiamo trovato altrove le risorse. Qualche “professore” ha detto che ci siamo dimenticati della città.
Chiacchiere ne ho sentite tante e a sproposito. Capisco le chiacchiere da bar, la gente è giustificata, ma chi si candida a governare, i fondamentali dovrebbe conoscerli”.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY