– Domanda: finora quanti aerei sono atterrati all’aeroporto di Viterbo? La risposta non c’è, Alvaro Ricci (Pd) ha provato a chiederla l’altro giorno in consiglio comunale e non si tratta di un quesito ozioso, ma serve a capire se la pista ha davvero un uso civile o solo militare.
Perché nel primo caso va approvato il piano rischi, con tutto quello che ne consegue in fatto di prescrizioni, prima fra tutte quella che interessa l’impianto termale alle Zitelle, con un taglio alla cubatura.
“La domanda l’ho posta – spiega Ricci – ma non ho avuto risposte, quindi io dico che i voli sono stati pari a zero. Allora mi chiedo, non sarebbe più utile rivedere il protocollo stipulato nel 2000 con il quale si apriva la pista ai voli civili, ai cargo e a quelli merci?
Dodici anni dopo i presupposti non ci sono più, quindi è assurdo approvare un piano rischi che con i suoi vincoli taglierebbe 60mila metri cubi del progetto termale alle Zitelle, perché in area non edificabile.
Che senso ha, per farci svolazzare qualche deltaplano?”. Insomma, l’aeroporto civile non c’è e non ci sarà, inutile approvare vincoli per qualcosa che non esiste secondo Ricci. Anche se l’assessore Ubertini sostiene che la competenza sia ministeriale.
“Tutta questa vicenda è di difficile comprensione – continua Ricci – anche sui tempi. La norma sul piano rischi risale al 2005, fino a oggi non è stato fatto nulla e adesso a fine consigliatura si vogliono prendere scelte che magari la prossima amministrazione potrebbe non condividere”.
Alvaro Ricci ha un timore: “Ponendo i vincoli – continua Ricci – la Itet chiederà in modo legittimo di delocalizzare quella cubatura che non potrà realizzare alle Zitelle. Quindi si ritorna al Barco? Per far volare aerei che non ci sono, si pregiudica il progetto del borgo termale e non solo.
E’ una scelta che va contro lo sviluppo economico della città”.
La direzione da prendere è esattamente all’opposto per l’esponente Pd. “Si rivede il protocollo togliendo l’uso civile che non interessa a nessuno e si privilegia lo sviluppo termale. Ammesso che una pista realizzata venti anni fa oggi sia ancora idonea a fa atterrare aerei massimo da centoventi persone. Mi domando se ci sono cargo o compagnie disponibili a venire. La risposta è sempre no. Quindi è tutto inutile”.
L’assessore Ubertini però accusa il Partito democratico d’avere una visione strabica sull’aeroporto. Da una parte si dice che l’uso civile non c’è e dall’altra il capogruppo Sposetti ha presentato un ordine del giorno per chiedere alla conferenza stato – regioni che lo scalo sia mantenuto fra quelli d’interesse, non abbandonando il progetto.
“Non confondiamo – conclude Ricci – sono due cose completamente diverse. La richiesta di Sposetti è per verificare l’estrema possibilità di realizzare a Viterbo un aeroporto internazionale, nulla a che vedere con la pista di cui stiamo parlando. E’ un’altra storia, un’altra pista, due cose non sovrapponibili e poi per l’aeroporto ormai è chiaro, quel progetto non esiste più”. Intanto ieri la seduta di consiglio comunale è di nuovo saltato. Servirebbe un piano rischi anche per la maggioranza a palazzo dei Priori.
Giuseppe Ferlicca
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