![]() Luigia Melaragni (Cna) |
– “Hanno capito che l’economia reale si sta spegnendo e non abbiamo più tempo? Pare di no, visto che il provvedimento del governo sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione non risponde a un’esigenza fondamentale, rappresentata dalla immediata disponibilità delle risorse”. E’ ciò che dichiara Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia.
“Condividiamo -sottolinea- l’appello di Rete Imprese Italia, il soggetto unitario di rappresentanza dell’imprenditoria diffusa, che ha chiesto al Parlamento di intervenire con urgenza affinché sia modificato il testo varato dal Consiglio dei ministri. Se ciò non avvenisse, il recupero dei crediti sarebbe, nei fatti, impossibile”.
Pagare le imprese che lavorano, mettendo fine a ritardi mostruosi, è un gesto doveroso e necessario. “La scorsa settimana, era saltata la riunione del governo che avrebbe dovuto dare il via libera allo sblocco dei pagamenti, perché Cna e tutti gli altri rappresentanti delle imprese avevano denunciato che le procedure previste dal decreto legge erano talmente farraginose da allontanare la possibilità di vedere onorati i debiti dello Stato. Purtroppo -osserva la segretaria della Cna- sono state disattese le nostre istanze. Ecco quindi la sollecitazione rivolta al Parlamento”.
“Le nostre imprese non hanno più liquidità. Le banche prestano sempre meno denaro e, quando lo erogano, i tassi sono proibitivi. Secondo il Centro Studi di Cna nazionale, dal 2007 al 2012 il crollo degli investimenti è stato pari a 6,7 miliardi di euro. Ciò significa che il sistema economico non è riuscito a innovarsi e ha perso competitività. Di fronte a questo dato e al numero impressionante di aziende che ogni giorno abbassano la saracinesca, serve -conclude Melaragni- un forte senso di responsabilità da pare di chi governa e, in generale, della politica”.
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