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Viterbo - Il coordinatore di Gens nova Aniello Iovino parla della mostra fotografica "Io qui non posso entrare"

“Abbattimento delle barriere, priorità di un’amministrazione”

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Una foto della mostra "Io qui non posso entrare"

Riceviamo e pubblichiamo – Con piacere, in questi giorni, stiamo apprezzando, in un piccolo locale sul Corso di Viterbo, la mostra fotografica “Io qui non posso entrare!” di Lietta Granato e Maria Laura De Luca incentrata sulle vicende quotidiane di una giovane disabile.

Quello che colpisce immediatamente l’attenzione dell’osservatore è la discreta ironia e la freschezza con cui viene trattato un tema così importante quale quello delle barriere architettoniche.

Già dalle prime foto si comprende che l’ostacolo, prima che essere architettonico, è di tipo sociale e culturale, in quanto la problematicità maggiore che deve affrontare la protagonista è l’indifferenza delle persone e la diffusa incapacità a percepire la diversità come ricchezza.

In questo quadro relazionale così complesso, è tangibile la difficoltà delle istituzioni e degli amministratori a concretizzare azioni in grado di rendere la nostra città accessibile ovvero capace di includere tutte le persone nel contesto civile cittadino assicurando, soprattutto a quelle delle fasce più deboli, la loro dimensione personale e relazionale.

L’abbattimento delle barriere, a cui il movimento in questi anni ha dedicato particolare attenzione, deve essere assolutamente una scelta prioritaria della prossima amministrazione comunale perché una società civile che aspira ad essere tale, per favorire la reciprocità tra cittadini nell’ambito della vita comunitaria, deve necessariamente essere calibrata sui soggetti più in difficoltà, garantendo a tutti, ma soprattutto a questi ultimi, qualità della vita, pari opportunità, uguaglianza sostanziale, non discriminazione e diritti di cittadinanza.

Programmare, progettare e realizzare un sistema locale integrato di servizi sociali a rete porta tali soggetti dentro la comunità, restituendo agli stessi quella dignità di persone, prima, e di cittadini, poi, a cui ognuno ha diritto per natura.

Il movimento invita i cittadini a conoscere e far conoscere questa importante mostra fotografica, affinché sia compreso e condiviso con gli organizzatori l’ottimo lavoro realizzato e sia capito fino in fondo quale ricchezza possa rappresentare il punto di osservazione di una persona diversa da noi per la crescita di ogni individuo e per lo sviluppo della nostra città.

Il coordinatore di Gens nova
Aniello Iovino


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11 aprile, 2013

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