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Economia - Intervista al costruttore Sergio Saggini che spiega nei particolari le caratteristiche delle nuove abitazioni e annuncia la realizzazione del primo smart village della Tuscia

Arrivano le case del futuro a consumo energetico zero

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Sergio Saggini

Sergio Saggini

(e.c.) – Basso consumo, alto isolamento, grande risparmio. E’ questo il ritratto delle case del futuro fatto dal costruttore Sergio Saggini  che, con la sua azienda, sta cercando di diffondere l’idea di un tipo di abitazione nuova, a basso consumo e nel rispetto della natura.

Un modo di abitare che punta l’occhio al futuro e che, in ogni caso, stando alle direttive europee, diventerà obbligatorio nel 2020.

Le abitazioni in questione sono chiamate case a basso consumo o case a energia quasi zero. Il primo progetto ad essere stato realizzato nella provincia di Viterbo si trova a Grotte Santo Stefano – 18 appartamenti completati nel 2012 e già abitati -, uno più piccolo a Viterbo in via Treviso, con tre appartamenti, e un grande complesso al Murialdo che è in fase di realizzazione.

Come sono fatte queste nuove case?
“Le case sono in muratura tradizionale. Si tratta sempre di CasaClima, come quelle che vengono fatte al nord che però sono realizzate in legno. Noi abbiamo contestualizzato le caratteristiche energetiche di bassissimo consumo e altissimo isolamento con le metodologie e l’estetica che piacciono da noi, quindi una costruzione massiccia”.

Quali sono le caratteristiche di una casa di questo tipo?
“Il principio è un fortissimo isolamento termico dove non ci sono punti freddi. Tutto è coibentato in modo puntiglioso e dettagliato, le finestre sono a tre o quattro strati di vetro, il tetto arriva a 80 centimetri di spessore, le pareti a 60 centimetri.

Grazie a tutto questo abbiamo un bassissimo scambio termico. Il calore non riesce ad uscire questo è il concetto. Poi ci sono gli impianti innovativi come le caldaie a condensazione o i pannelli fotovoltaici che lavorano insieme a macchine elettriche che si chiamano pompe di calore, o i pannelli solari termici per l’acqua calda. Prima le case erano fatte con foratini leggeri. Noi usiamo un mattone gigante da 30 centimetri pieno, un mattone esterno da 12 e in mezzo 15-14 centimetri di isolamento”.

Qual è il risparmio in numeri?
“Il risparmio che si ottiene con questo tipo di case è enorme. Grazie all’elevato isolamento e a determinati accorgimenti ci sono risparmi di quasi il 90%. Un esempio. Abbiamo fatto una rivelazione il 10 marzo a Grotte Santo Stefano e per un appartamento di 100 metri quadrati sono stati spesi solo 150 euro in un inverno. Ecco la rivoluzione.

Per essere più precisi 150 euro i piani intermedi, 280 euro l’ultimo piano che chiaramente è quello più sfortunato, e il piano terra una via di mezzo fra tutti e due che è di 210 euro circa. Tenendo il riscaldamento acceso giorno e notte dal 3 ottobre in poi. Anche per l’acqua calda, prodotta quasi tutta dai pannelli solari, c’è stata una spesa di 70 euro contro i 300 che si spendono normalmente. Si può parlare di un risparmio di circa mille euro in un anno”.

Parlando di prezzi, quanto può costare un appartamento di questo tipo?
“Il costo di costruzione è intorno al 10% in più, ma poi non significa che sia il 10% in più anche nel prezzo. Perché nella costruzione quando faccio il prezzo di vendita ci sono altre spese: c’è il terreno, c’è la progettazione, c’è l’utile dell’impresa. Se volessi guadagnare la stessa cifra dovrei vendere le case al 5% in più. Però, almeno in questo momento in cui stiamo cercando di creare cultura di questo tipo di case, il 5% ce lo siamo caricati noi.  Un esempio è a Grotte santo Stefano: una casa da 120 metri quadri viene venduta a 190mila euro che è un prezzo da casa popolare. Su un’opera del genere, comunque, quello che influisce molto è il terreno.

Una casa a Viterbo della stessa dimensione costerà meno di 300mila euro. Per Viterbo, secondo noi, è un prezzo assolutamente concorrenziale per il prodotto che viene offerto. Speriamo che fra un paio d’anni le persone conoscano il benessere e il risparmio che si hanno vivendo in una casa così. Oltretutto una casa clima tra 10 anni sarà ancora attuale perché la comunità europea ha imposto dal 2020 la costruzione di case nuove in tutta Europa solamente di questo tipo, ad energia quasi zero. Quindi quando questo succederà le case costruite nella maniera tradizionale avranno chiaramente un deprezzamento”.

Come è venuta l’idea di realizzare questo tipo di abitazioni?
“Avendo visto che sul mercato c’è una grossa quantità di immobili invenduti per la crisi e che la qualità del costruito degli ultimi anni è andata sempre peggiorando – le case degli ultimi dieci anni sono piene di muffe e condense – ci siamo resi conto che il prodotto casa era pesantemente inflazionato e che per rilanciarlo c’era bisogno di un prodotto nuovo che garantisse qualità e risparmio al cliente. Ma che lo garantisse in modo certo con un ente che lo certifica, con la possibilità di rivolgersi a questo ente, che è  CasaClima, un ente statale di proprietà della provincia autonoma di Bolzano non coinvolto nel processo edilizio, che si occupa della certificazione energetica e ambientale di edifici e prodotti. Una certificazione vera.

Lo abbiamo visto a Grotte Santo Stefano. Abbiamo verificato e constatato di avere speso quanto avevamo preventivato. Questo significa che quello che progettiamo diventa realtà. Abbiamo un controllo molto forte. Ci sono voluti ben cinque anni di formazione a Bolzano dei nostri tecnici per riuscire a raggiungere l’obiettivo”.

Progetti futuri?
“Stiamo cominciando a realizzare un nuovo smart village al Murialdo, lì raggiungiamo quasi l’indipendenza cioè, tramite il fotovoltaico e queste coibentazioni particolari di CasaClima, il bilancio energetico sarà zero. Praticamente produciamo l’energia con il sole. Così viene coperto quasi il 100% dell’energia necessaria. Parliamo di un bilancio finale in cui potrebbero essere spesi 30-40 euro all’anno di riscaldamento”.


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30 aprile, 2013

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