– L’ultimo appello. La seduta si chiude, il segretario generale chiama uno a uno i consiglieri, poi lo sciogliete le righe (video).
Il consiglio ieri mattina ha chiuso i suoi lavori, anche se rimane in carica per atti urgenti e inderogabili.
Un ultimo appuntamento passato senza troppi sussulti, con l’unico argomento che poteva impensierire Marini, il piano rischi per l’aeroporto, che è stato ritirato dall’assessore Claudio Ubertini.
Dopo cinque anni di confronto politico pesante, negli ultimi venti minuti c’è spazio solo per belle parole, ringraziamenti, commozione e pure qualche lacrima.
Marcuccio Marcucci (Fratelli d’ Italia) chiude la sua sesta legislatura, ma spera di fare un dispetto a Sergio Insogna (Pd) e ritornare per la settima, quindi un doveroso ricordo di chi è passato a miglior consiglio comunale.
Antonio Obino parla dei suoi cinque anni a palazzo dei Priori, ma non si capisce bene dove voglia andare a parare. Forse spera di potersi spiegare meglio dopo maggio.
Alvaro Ricci (Pd) fa notare come tutti i consiglieri uscenti, a differenza dei colleghi in Regione, non percepiranno vitalizi e buoneuscite: “Portiamo un bagaglio umano e politico importante”. Non servirà a pagare le bollette, ma è sempre meglio di niente.
Quindi ringrazia il presidente Gabbianelli: “Da cui ho imparato molto sui comportamenti istituzionale e regolamentare”. Ricci in effetti è stato allievo modello, purtroppo Gabbianelli qualcuno, invece, lo dovrà rimandare.
L’ultimo pensiero ricciano è per tutti i colleghi, ma il solito Insogna non gradisce le etichette: “Collega ci sarai tu”.
Andrea Marcosano (Pdl) non ce la fa a trattenere l’emozione. Per questi cinque anni, ma perché sono passati troppo in fretta o perché non passavano mai? Non si sa.
Pure il capogruppo Pdl Roberto Bennati prende la parola e Paolo Barbieri (Udc) si raccomanda: “Niente benedizione”.
Il sindaco Giulio Marini ringrazia tutti e ricorda: “Siamo ancora in attività per la straordinaria amministrazione”. Ardua impresa, avendo avuto non pochi problemi pure con l’ordinaria.
L’ultimo a parlare è il presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli: “Faccio gli auguri a tutti – spiega Gabbianelli – e alla nostra città, perché possano arrivare in consiglio forze nuove”.
Qualcuno tra i presenti si è già iscritto in palestra per rimettersi in forze.
“Il presidente del consiglio – conclude Gabbianelli – che vi ha dato la parola per cinque anni, ora la dà agli elettori con l’appello finale”.
Passano i titoli di coda, gli ultimi abbracci e poi ognuno per la sua strada, ma anche piazza e vicolo. A cercare voti.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY