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Ronciglione - Carlo Zucchetti ricorda l'enologo

E’ morto Giovanni Russo

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Giovanni Russo

Giovanni Russo

Riceviamo e pubblichiamo – Il professor Giovanni Russo se ne è andato. Improvvisamente. Ci eravamo visti al Vinitaly. L’ennesimo. Sempre sorridente e affabile. Lo ricordo così. Come sempre. Sorridente e affabile.

Con lui abbiamo organizzato, insieme a Sandro Sangiorgi,  nell’84 il primo corso di Sommelier nella Tuscia. Nella splendida cornice della Rocca dei Papi di Montefiascone. La sua passione, la sua competenza il suo essere sempre disponibile mi è stato indispensabile per il mio percorso formativo nel mondo enogastronomico.

Lui ha insegnato a tanti allievi della Scuola alberghiera di Viterbo, magistralmente diretta da Lario Pinzaferri, il valore del territorio e dei nostri vini.

Instancabile organizzatore di corsi Ais (credo che sia stato uno dei più longevi delegati italiani), di cene conviviali, di occasioni per trasmettere la cultura enoica.

Mi sovviene in particolare il suo orgoglio quando riuscì, grazie al suo peregrinare in Vaticano, a far diventare un nostro vino, della Tuscia,  “Il vino della Messa”. Giovanni è stato fondamentale per la cultura enogastronomica della Tuscia. Uno dei ricordi più belli della mia vita lo devo al professore. Nella mia prima gioventù.

Una degustazione nella sua splendida cantina. Il Giro del Mondo in Ottanta bottiglie. Pochi allora conoscevano e parlavano  di vino come lui in Italia. Era prima del metanolo! (’86).

Lo ricordo così con “fraterna letizia”, come amava dire, preparare uno dei suoi indimenticabili distillati. Lo ricordo con l’immagine dell’ultimo saluto dei suoi “ragazzi”. Un picchetto d’onore dei Sommelier in divisa. Nel Duomo barocco di Ronciglione. Il suo paese. Al quale era molto legato. Alle sue tradizioni, fra tutte i “Nasi Rossi”.

Con la certezza che ora potrà brindare, come a lui piaceva, con “il Nettare degli Dei”. Grazie professore.

Carlo Zucchetti


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25 aprile, 2013

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