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Tarquinia - Alessio Gambetti (Pdl) invita ad un intervento immediato come occasione di sviluppo

Ex base Caale fatiscente, urgente recuperarla

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La struttura dell’ex base Caale

La struttura dell’ex base Caale

La struttura dell’ex base Caale
La struttura dell’ex base Caale
La struttura dell’ex base Caale

Riceviamo e pubblichiamo – L’ex base Caale ancora gravemente fatiscente diventi opportunità di sviluppo.

Era il 7 aprile 2009 quando si segnalava lo stato di fatiscenza della struttura dell’ex base Caale. Sono passati ben quattro lunghi anni e la situazione è ancora più grave e altrettanto pericolosa.

Le proposte avanzate in questi anni sulla riqualificazione dell’area in questione ci sono state ma sempre seccamente e perentoriamente respinte dall’amministrazione Mazzola. Tutto questo non è stato solo tempo perso, ma un occasione mancata per l’intera collettività in termini non solo economici – occupazionali. L’altra cosa infatti ancor più seria ad oggi, è il mancato definitivo recupero anche in termini ambientali dell’area stessa. È infatti presente ancora in almeno tre casotti interni la struttura, decine di metri quadrati di eternit (amianto) pericoloso in quanto rotto, che fu segnalato pregando venisse tolto già 4 anni fa.

L’area è sita all’entrata dell’oasi naturalistica delle Saline, a qualche decine di metri dalle vasche salanti, cosa vogliamo fare?

Posta in premessa una domanda l’area dell’ex base Caale è agibile? Attendiamo una risposta preoccupati anche del fatto che in questi anni l’area in questione è stata adibita a sede della protezione civile locale e non solo.

Nella speranza quindi che l’area sia agibile, si avanza una proposta di riqualificazione “integrata” della struttura. L’area che si estende infatti su una superficie di circa settemila metri quadri, ha tutte le caratteristiche per elaborare un ampio progetto di riqualificazione che si sviluppi su due principali direttrici.

La prima è quella di riqualificare l’attuale presidio per la sicurezza a mare e civile ma attrezzandolo come si deve, questo costruendo spostando l’allocazione degli attuali ambienti in cui si trovano la Prociv, Aeopc, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, ed altro, sul lato dell’area contiguo il fosso circondario delle Saline.

La seconda è quella di ricostruire lo stabilimento balneare, il bar, la pizzeria, il ristorante, possibile anche la creazione di un ampia area polifunzionale.

Fondamentale è puntare quindi su una strategia di riqualificazione “integrata” che tenga altresì conto anche della posizione in cui si trova l’area in questione, posta infatti all’entrata della riserva naturale della salina di Tarquinia. Ad essere altresì necessaria è l’arginatura del tratto finale del fosso circondariale delle Saline.

Creando due bracci a mare questi attenuerebbero l’erosione costiera sul tratto di costa antistante la stessa ex base Caale che si trova tra la foce di Ponente delle Saline e Porto Clementino.

La situazione in cui versa l’area è grave e seria a dirlo anche tanta gente, cittadini e non, che ogni giorno ormai da anni passano davanti questa struttura.

Continuiamo a far finta di niente? Noi non l’abbiamo mai fatto. Nelle prossime settimane quindi depositeremo una lettera alla quale sarà allegata una relazione sullo stato attuale dell’intera area insieme alla concreta proposta per una riqualificazione “integrata” della stessa.

Cosa importante l’area va assolutamente e definitivamente bonificata sotto l’aspetto ambientale, questa volta si spera che l’eternit (amianto) presente venga rimosso, e messa in sicurezza.

Alessio Gambetti
Popolo della Libertà di Tarquinia


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24 aprile, 2013

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