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Viterbo - Economia - Il presidente Orsolini e il direttore Crea intervengono dopo l'approvazione del decreto che sblocca i pagamenti alle imprese

Federlazio: “Sale l’allarme delle imprese”

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Il presidente di Federlazio, Rino Orsolini

Giuseppe Crea

Giuseppe Crea

– Federlazio: “Sale l’allarme delle Imprese”

Da tempo Federlazio ha lanciato il grido d’allarme per le piccole e medie imprese della provincia. I dati dell’analisi congiunturale relativi agli ultimi sei mesi del 2012 hanno evidenziato una stagnazione dei consumi e della produzione con il settore industriale che, a Viterbo, registra una secca perdita.

Per il presidente della Federlazio, Rino Orsolini, è arrivato il momento che le istituzioni intervengano con inderogabile incisività. “Sale l’allarme delle imprese, tra pressione fiscale, carenza del credito e consumi in calo – dice Orsolini -. Oggi in Italia chiudono mediamente oltre 40 aziende al giorno e il Governo al momento non ha ancora stanziato le risorse necessarie per rifinanziare la cassa integrazione in deroga.

La politica ha deciso di non decidere. Infatti ad oltre 40 giorni dalle elezioni politiche, dopo aver eletto 900 deputati ed aver nominato 10 saggi ad oggi il Paese è senza una guida. Bisogna assolutamente garantire la coesione sociale, che è il primo passo utile per prendere con la dovuta serenità tutte le decisioni in merito al futuro del paese”. Un buon viatico potrebbe essere rappresentato dal decreto sui pagamenti della pubblica amministrazione.

“Bene il decreto purché la burocrazia non rallenti i pagamenti”. Sul provvedimento approvato dal Governo arriva il monito del direttore di Federlazio Giuseppe Crea.

“Sollecitavamo da tempo un intervento che consentisse di rimettere in moto la macchina dei pagamenti – afferma il direttore della Federlazio Giuseppe Crea – ed è bene continuare su questa strada per agevolare l’erogazione dei fondi e dare respiro alle imprese che sono in difficoltà. Tuttavia, gli adempimenti previsti, si calcola che alla fine saranno una trentina, rischiano di rallentare fortemente l’accesso ai crediti vantati dalle imprese”.

Il decreto del governo rappresenta per Crea una buon punto di partenza, ma restano i timori, in particolare sui procedimenti burocratici: “Il decreto è complesso e molto articolato – avverte –  e quindi dobbiamo sperare che il sistema non si inceppi. L’appello che rivolgiamo è quello di una maggiore semplificazione. La burocrazia in Italia è fatta da persone ed affinché funzioni tutto a dovere, occorre la buona volontà di chi ci lavora, per rendere le procedure il più snelle possibile”.

Anche gli enti locali, devono collaborare per favorire la crescita. “Il provvedimento è sicuramente una boccata d’ossigeno per le imprese, a patto che si realizzi in tempi certi e veloci. Bisogna però che da qui in avanti cambi anche l’atteggiamento degli enti locali, che spesso, con l’idea di incentivare lo sviluppo, hanno investito sulle infrastrutture e sui servizi, ma lo hanno fatto a danno delle imprese private. Per sottoscrivere nuovi prestiti e mutui, infatti, sarà indispensabile dimostrare l’equilibrio strutturale dei bilanci degli enti, affinché siano in grado di pagare le aziende per i lavori prestati”.

Sono tre le criticità che per Crea devono subito essere risolte. “Siamo ancora il secondo paese manifatturiero d’Europa e il terzo Pil dell’Unione europea – conclude -. Se vogliamo continuare a competere, però, bisogna sciogliere nodi importanti: debito, crescita e credito. Questioni complicate che serve affrontare insieme, in un momento congiunturale difficilissimo. Non si può fare altrimenti”.


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11 aprile, 2013

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