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– Hanno svaligiato l’argenteria al centro del paese e se ne sono andati. Indisturbati, come se avessero agito in aperta campagna.
E’ un vero e proprio giallo il furto messo a segno la notte tra l’8 e il 9 aprile nel negozio della famiglia Fucini, a Marta. Un gruppo di malviventi ancora ignoti è riuscito a portare via argenteria per un valore di oltre 100mila euro.
Un lavoro da professionisti (o da incoscienti?) nella gioielleria di piazza Umberto I, la zona più trafficata di Marta. Centralissima e con un discreto via vai di macchine anche di sera. Eppure, al momento, nessuno sembra aver visto o sentito nulla.
I ladri sono arrivati e se ne sono andati, senza lasciare praticamente traccia, a parte il gran numero di pezzi di argenteria rubati e una porta e una serranda scassinate. E’ da qui che i malviventi sarebbero entrati. Un furto da temerari, considerando che l’argenteria Fucini oltre a trovarsi proprio al centro del paese, è vicina anche a un ristorante.
Tante le ipotesi al vaglio dei carabinieri. E’ possibile che i ladri abbiano utilizzato un camioncino, non solo per caricare la refurtiva, ma anche per posizionarlo davanti all’ingresso dell’argenteria e passare inosservati.
L’anomalo furto, in ogni caso, ha destato perplessità e amarezza in paese. Anche il sindaco Lucia Catanesi esprime preoccupazione. “Stiamo vivendo un momento in cui si parla poco di sicurezza, ma il tema andrebbe affrontato seriamente – dichiara il primo cittadino -. I furti sono diventati all’ordine del giorno. La gente ha paura. L’ultimo, all’argenteria Fucini, è anomalo per il grande valore della refurtiva, oltre 100mila euro. Ma ormai, per disperazione o per fame, si ruba di tutto. Anche il pane”.
Colpa della crisi, continua il sindaco. “E’ la prima volta che mi capita di assistere a una recessione così profonda e terribile. Non intravedo vie d’uscita. Siamo nell’instabilità più totale. A cominciare dalla politica e dal governo che non c’è”.
Per Lucia Catanesi, il peggio è che ogni ipotesi di investimento è troncata sul nascere. Ma se il Paese avrebbe un bisogno disperato di investire. Soprattutto nella sicurezza. “E’ impensabile che le forze dell’ordine di ogni comparto, polizia, carabinieri o finanza, si trovino a lavorare stritolate dai tagli. Questa gente combatte il crimine rischiando di andare al macello. La crisi attuale, purtroppo, non permette di potenziare la nostra sicurezza. Una situazione che condanna le nostre forze di polizia a una perenne carenza di mezzi e risorse”.
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