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Cultura - L'arcivescovo nel capoluogo per festeggiare il "Sa die de sa Sardigna" ha celebrato la messa nel Duomo e ha mangiato al ristorante il Labirinto prima di fare rientro a Roma

Il sottosegretario di Stato Vaticano Becciu a Viterbo

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La famiglia Uselli con il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu

La famiglia Uselli con il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu

Il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu a Viterbo

Il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu a Viterbo

Il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu a Viterbo

Il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu a Viterbo

Il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu a Viterbo

Il sottosegretario di Stato Vaticano Angelo Becciu a Viterbo

– Il sottosegretario di Stato Vaticano Becciu a Viterbo.

Monsignor Angelo Becciu ha trascorso l’intera mattinata di ieri, 28 aprile, nella città dei papi. L’arcivescovo è venuto nel capoluogo per celebrare la cosiddetta “Sa Die de sa Sardigna”, e cioè la festa della liberazione della Sardegna.

Non una semplice ricorrenza per la comunità sarda a Viterbo, che conta oltre 800 persone, ma un momento di riflessione per recuperare la storia e l’identità sarda nel ricordo dei fatti del 28 aprile 1794 con la cacciata dei piemontesi da Cagliari.

Anche a Viterbo sono state organizzate manifestazioni. La giornata si è aperta alle 10 con la visita della comunità sarda alla mostra in bianco e nero sulla vita delle famiglie dei pastori sardi dell’Etruria meridionale, allestita nella sala Anselmi, in via Saffi. Dopodiché sono stati organizzati convegni sulla personalità storica della Sardegna e sulla lingua.

A chiudere i festeggiamenti, la performance del gruppo “Borghes Assortias” costituito da tre emigrati che hanno eseguito un repertorio canoro sardo.

Momento clou della giornata è stata, però, la messa celebrata alle 11 nella chiesa del Duomo proprio da monsignor Becciu che ha voluto omaggiare la comunità. Il sottosegretario di Stato Vaticano, a conclusione della celebrazione, e dopo una breve passeggiata per le vie del centro storico addobbate di fiori in occasione di San Pellegrino in fiore, si è  trattenuto per pranzo al ristorante il Labirinto, gestito da Giovanni Uselli, sardo doc.

Alla fine l’arcivescovo di Stato Vaticano ha lasciato la città per fare rientro nella Capitale.


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29 aprile, 2013

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