– Se sei una fotografa che da sola insieme ad un’amica sulla sedia a rotelle, decide di fare una mostra sulle barriere architettoniche, qual è il luogo migliore per esporre le tue fotografie? Un grande salone in cui tutti i tuoi ospiti possano comodamente passeggiare mentre ammirano le foto? Un’ampia Galleria dove chiacchierare e girare liberamente mentre guardi le fotografie? Evidentemente no. Lietta Granato e Maria Laura De Luca, autrici del progetto ‘Io qui non posso entrare’, non la pensano così.
“Abbiamo iniziato questo progetto per sensibilizzare la gente verso il problema delle barriere – spiega Maria Laura De Luca -. Ma invece delle solite parole lo abbiamo fatto dimostrando in maniera pratica che cosa voglia dire dover subire una barriera che ti impedisce di girare liberamente. Da qui a scegliere come luogo per la mostra un negozio del centro storico, il passo è stato breve. Ciò che ci interessa è far capire alla gente come ci si sente ad essere disabili in una città con centinaia di barriere architettoniche. Inoltre vorremmo richiamare le autorità alle loro responsabilità. Come mai molti esercizi pubblici non rispettano la legge e sono ancora inaccessibili ai disabili? Queste sono le domande che ci poniamo”.
“Siamo un po’ stufe di tante parole – interviene Lietta Granato, fotografa giramondo di adozione viterbese – specialmente in questo periodo di campagna elettorale. Noi siamo più interessate ai fatti, all’aspetto pratico. E’ per questo che abbiamo anche organizzato un workshop di fotografia partecipativa in cui ogni persona potrà provare, per un pomeriggio, una disabilità. Una persona che cammina normalmente, ad esempio, potrà vedere come si vive su una carrozzella o con le stampelle, una persona che è già sulla carrozzella potrà provare come si vive senza poter vedere o sentire, etc. etc. Tutti quanti, normodotati e disabili, durante il nostro workshop potranno sperimentare praticamente cosa significa avere una disabilità in una città piena di barriere, e attraverso la fotografia potranno documentare le difficoltà che incontrano.
Nell’ideare questo progetto – continua Lietta – abbiamo deciso prima di tutto di non rappresentare il mondo dei disabili come ‘poverini, non possono camminare…’ a noi interessava mostrare la disabilità in maniera positiva, far vedere e capire alla gente che una persona su una carrozzella non viene definita dalla propria disabilità: è una persona e basta. E allora le foto mostrano i vari aspetti della vita di una ragazza, Maria Laura, che lavora, va al cinema, al ristorante, in giro per il corso e che ha una sana vita sociale e sentimentale”.
“Sembrerebbe una cosa ovvia ma purtroppo non lo è – aggiunge Maria Laura De Luca -. Troppe volte la gente vedendo la mia carrozzina cambia voce e mi tratta come fossi una bambina. Con questo progetto stiamo cercando di cambiare anche questo: la percezione che la gente ha dei disabili”.
“La gente dimentica troppo spesso che la fotografia è un mezzo di comunicazione – conclude Lietta Granato – specialmente nelle mostre amatoriali di provincia. Ma se la fotografia non contiene un messaggio preciso essa non ha alcun senso né ha un impatto. Quello che abbiamo cercato di fare con questo progetto è usare questo mezzo di comunicazione per cercare di cambiare la realtà intorno a noi”.
Io qui non posso entrare
Mostra fotografica
Inaugurazione: venerdì 5 aprile ore 19 Corso Italia 21
Workshop gratuito di fotografia partecipativa aperto a tutti
Sabato 6 aprile ore 16:30 Corso Italia 21
Info: tel.320 2792669
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