![]() La recinzione divelta all'Università Agraria di Tarquinia |
Riceviamo e pubblichiamo – La situazione è grave, insostenibile. La Civita è sempre più indifendibile. Ormai non siamo più agli atti vandalici, ma a vere e proprie devastazioni. È dura la presa di posizione del rispetto ai recenti accadimenti.
Divelta un intera parte di recinzione lunga 10 metri. Passato il limite. Nonostante l’alto valore ambientale e storico del sito e nonostante i nostri sforzi, siamo in balia delle scorribande. Ogni settimana si fa la conta dei danni e dobbiamo investire risorse per rimettere tutto in ordine.
Altro che gestioni allegre o spese incontrollate che qualche malinformato e presuntuoso addita all’Università Agraria, questa è l’ordinaria e quotidiana lotta per difendere un patrimonio di ben 6400 Ettari con sempre meno risorse, grazie alla pressione fiscale in crescita e alla diminuzione dei contributi pubblici.
Assurdo considerare la Civita, dove insistono le rovine dell’antica acropoli etrusca, un sito di pregio ambientale di rilevanza comunitaria e la riserva dei funghi, un problema solo dell’Università Agraria. Il nostro è un appello alle istituzione tutte e alle forze dell’ordine ad aiutarci a preservare e difendere l’area. Lo sforzo dei volontari è impagabile ma ormai non più sufficiente. L’avvicinarsi della stagione estiva e i rischi incendi aumentano la preoccupazione.
In località “Orsetto”, sono ricomparse discariche abusive. Inerti, verde, mobili e rifiuti di vario genere sono stati scaricati ai bordi della strada. Ora l’onere dello smaltimento è pubblico. Una vergogna che attiene all’educazione della gente e alla repressione di simili gesti. Abbiamo provveduto alle denunce di rito.
Alberto Blasi
Assessore dell’Università Agraria
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