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Farnese -

Il consiglio non va usato per incontri di partito

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Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

Riceviamo e pubblichiamo – Sono veramente sbalordito che il mio rifiuto all’uso della sala consiliare abbia scatenato l’ira del segretario provinciale Pd!

Non me ne voglia, segretario, ma i suoi protetti hanno richiesto “la disponibilità all’utilizzo della sala consigliare per il giorno 3 aprile 2013 dalle ore 16,30 alle ore 20,30 per un incontro con la cittadinanza e con la partecipazione di parlamentari e consiglieri regionali del Pd”, senza specificare altro, se al contrario avessero chiarito meglio…. Gli è stato risposto che “la sala consigliare è utilizzata da sempre esclusivamente per fini istituzionali e non per riunioni politiche”.

Certamente le è noto che la sala del consiglio non può essere adibita agli incontri politici dei partiti, purtroppo, nemmeno a quelli del Pd! Specialmente, laddove ci sono altri locali a ciò destinati; ritengo quindi sia evidente a tutti, anche a lei, quanto la richiesta sia stata strumentale!

Del resto se quell’incontro, trasformato poi in una manifestazione “di piazza” in difesa della democrazia è stato così partecipato, dov’è il problema? La sala consiliare non vi avrebbe contenuti tutti! Non sarà stato che, per far piacere ai Santi non eravate affatto così tanti? (20 – 25 persone!!)

Due ipotesi si prospettano, o lei è molto suscettibile oppure anche lei è stato gabbato, dai suoi stessi consiglieri, infatti, come si è potuto constatare, la questione che lei sta supportando, non è poi molto condivisa!

Mi tolga una curiosità, lei si è irritato per il diniego della sala oppure perché, come da lei stesso sottolineato, avrei “prodotto uno dei fatti più gravi e preoccupanti che possano accadere in un’assise istituzionale, cioè far decadere dalle proprie funzioni di rappresentanti dei cittadini i nostri due consiglieri comunali, un fatto che non era mai successo” ?

In questo debbo correggerla: un episodio, del tutto simile, è accaduto, qui a Farnese, nel 2004, (atto CC n. 32/04) e non ricordo alcuna levata di scudi, da parte di nessun partito, tanto meno dai Ds (allora il Pd si chiamava così), né manifestazioni in sala consiliare o in piazza a difesa della democrazia.

In quel caso i ruoli erano invertiti, il consigliere interessato era in minoranza, ed i consiglieri Sabatini e Alloro, che oggi urlano di attentato alla democrazia, sedevano tra la maggioranza Ds!

Che ingenuo che sono. È il classico sistema di due pesi, due misure!

Perciò in questa circostanza è lecito insinuare l’antidemocraticità del sindaco, sostenere che questa è una sua vendetta, asserire che è stata cucita la bocca ai due consiglieri perché hanno fatto una battaglia giusta in nome del bene comune (quale giusta battaglia?), osservare che questa azione è una scelta deliberata di colpire la rappresentanza democratica, si può persino affermare che il voto espresso dal consiglio comunale ferisce ciascun cittadino democratico e libero!

Ma il consiglio comunale non è l’organo che rappresenta la volontà del popolo, e perciò una delle massime espressioni della democrazia?

In simili casi è bene essere precisi, il consiglio, non il sindaco, ha contestato una presunta situazione di incompatibilità a due suoi componenti, mettendoli comunque in condizione di produrre le proprie osservazioni, perché così dispone la legge!

Dove lo vede l’attentato alla democrazia, nella legge o nel fatto che il Consiglio ha osato esercitare il suo diritto – dovere?

Non vorrà, per caso, far dubitare che sia stata una manifestazione mirata a condizionare il prossimo voto del consiglio comunale? Questo sì che sarebbe un attentato alla sovranità popolare!

Stia sereno, non si adiri, può esser certo che finché io sarò il Sindaco, la Democrazia, qui a Farnese è in buone mani!

Segretario, “ Scherzi con i fanti, ma lasci stare i Santi”, quelli in terra!

Alessandro Santi  – Sindaco di Farnese


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8 aprile, 2013

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