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Viterbo - Lettere - Daniele Cioccoloni si lamenta dei concerti a volume troppo alto nel cuore del capoluogo

“Musica in centro, ma non ci sono regole?”

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Il teatro tenda a piazza Unità d'Italia

Il teatro tenda a piazza Unità d’Italia

Riceviamo e pubblichiamo – Volevo porre all’attenzione un problema sicuramente noto ma sottovalutato: tra i tanti problemi già esposti su Tusciaweb, relativi al centro storico, probabilmente è passato inosservato o poco discusso l’inquinamento acustico, veramente esagerato a cui i poveri e sempre più pochi residenti del centro sono sottoposti.

D’estate è la norma, con concerti e manifestazioni fino a ore tarde (parlo almeno fino l’una di notte): forse si pensa che, in tempo di crisi, nessuno si deve svegliare, tipo alle 5, per andare a lavoro e, causa sempre l’amministrazione viterbese, tipo a Roma, come i centinaia di pendolari viterbesi… non c’è un limite di orario?

Ora, grazie, all’ultima trovata del comune che, anziché preoccuparsi dell’arsenico nell’acqua, pensa alla cultura (come gli antichi romani promonevano gli spettacoli dei gladiatori per distrarre la popolazione dai problemi seri e reali), crea una struttura nella centralissima piazzetta accanto piazza del Sacrario: direte “ma è uno spazio chiuso”! Peccato che benché a finestre chiuse (non siamo in estate) i muri delle abitazioni nemmeno tanto vicine (via Cairoli) tremano e si sente distintamente la musica dentro casa.

Qualcuno dirà: “ma era sabato”? E allora: è possibile riposarsi dopo una pesante settimana di lavoro? O è possibile che si lavori anche di domenica?

Un esempio: un mio cugino di Montalto si è intrattenuto l’ultimo sabato a Viterbo, ha dormito a piazza S. Faustino: la mattina seguente mi ha chiesto chi fosse il pazzo che teneva un volume così alto, pensava fosse un bar e invece proveniva da piazza del Sacrario!

In sintesi, la domanda è: il Comune, nella sua elevata prodigalità nella diffusione di cultura, è capace di mandare dei tecnici per valutare l’impatto acustico, sicuramente e puntualmente fuori norma, delle manifestazioni che si svolgono nel cuore del centro storico? Se non ne è capace, forse, potrebbe pensare a sfruttare spazi più consoni (Valle Faul ecc.).

E’ inutile poi parlare del degrado e abbandono del centro storico quando l’amministrazione sembra faccia di tutto ad incentivarlo!

Un povero residente del centro storico di Viterbo, età giovane e prossimo all’abbandono della sua casa di proprietà.

Daniele Cioccoloni


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14 aprile, 2013

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