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In direzione ostinata e contraria... - Rimanere nella coalizione di "centrosinistra" per Serra e Sel vorrebbe dire appoggiare un candidato in realtà di centrodestra e il suicidio politico

Non si uccidono così anche i cavalli?

di Carlo Galeotti
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Fioroni e Michelini parlano in piazza del Teatro

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Nando Gigli arriva ai seggi

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Massimo Fattorini ai seggi

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– Non si uccidono così anche i cavalli? La partitocrazia ci ha provato per una cinquantina di anni a uccidere gli italiani come cavalli. Negli ultimi tempi qualche speranza però è sembrata apparire all’orizzonte.

L’ondata di Renzi è stata un fatto che lasciava intravedere qualcosa. Ancora altro faceva vedere lo tsunami di Grillo. Ma in entrambi i casi dopo l’evento straordinario c’è stato un momento di delusione. In entrambi i casi in qualche modo alla sensazione che il regime era al crollo è seguito un senso di profonda impotenza politica. Come dire che per ora non sono state tratte le conseguenze politiche.

Fatte le debite proporzioni, la stessa sensazione c’è stata con la spallata poderosa che il renziano Serra ha dato alla vecchia casta cattodemocratica locale. Alla vecchia Democrazia cristiana rediviva e in formato toy world.

La spallata è stata poderosa come il silenzio successivo di Serra & c. Con il rischio che, anche in questo caso, per chi ha partecipato a dare una mano per mettere in discussione il vecchio potere dei vari Fioroni, Sposetti, Gigli, non ci sia che una profonda delusione. Ma in questo caso le elezioni sono alle porte e allora una scelta è necessaria non solo per l’area renziana ma anche per Sel. Anche in questo secondo caso il silenzio appare assoluto. Nessuna analisi del voto, nessuna rivendicazione del fatto di aver resistito a quella che sembrava una invincibile armata e che si è rivelata una armata di carta pesta.

Silenzio!

Ora le due aree, per quanto riguarda i vertici, hanno due possibilità rimanere nella coalizione e appoggiare un candidato in realtà di centrodestra Michelini, voluto da una parte del centrosinistra, o iniziare una propria strada.

Ma va detto che non è tempo di mancanza di offerta politica a Viterbo e allora mentre qualcuno tace non pochi di coloro che hanno votato alle primarie l’area renziana e Sel già stanno cercando una nuova collocazione che dia una possibilità di voto che segni una fase di cambiamento. Piuttosto che votare una leadership locale di oltre venti anni fa.

Chi ha votato Serra e Valeri, il 49,9 per cento, nel segreto dell’urna non ha ubbidito ai richiami delle sirene vetero cattodemocratiche e ha votato per cambiare un sistema autocentrato e autoreferenziale. Ha votato contro la restaurazione.

Il tentativo, insomma, era di non morir democristiani, come si diceva una volta, votando centrosinistra.

Se renziani e area Sel rimarranno ad appoggiare un candidato in realtà di centrodestra, voluto dalla triade, sarà fuga e sarà rivolta, nel tentativo di votare qualcuno che segni il passo del cambiamento. E a quel punto nessuno farà più differenza tra sedicente destra e sedicente sinistra.

Rimanere nella coalizione di centrosinistra, si fa per dire, per Serra e Sel vorrebbe dire appoggiare un candidato di centrodestra e il suicidio politico.

Tutti i movimenti civici, a partire dai grillini, ringraziano per il delicato cadeau.

Carlo Galeotti


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12 aprile, 2013

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