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– Giulio Marini s’illumina, se non di luce propria, almeno grazie ai 9200 punti luce presenti a Viterbo e che nei prossimi due anni saranno rimessi a nuovo (fotogallery).
Rimane solo un dubbio. Vedrà i frutti del suo lavoro da sindaco?
“Gli architetti che cureranno l’operazione ci saranno – spiega il primo cittadino – io non lo so”. La vittoria non si ottiene con un click.
Intanto Marini presenta un altro progetto partorito in questi cinque anni. Presentato a fine mandato. “Siamo in campagna elettorale? – si domanda Marini – no stiamo realizzando percorsi portati avanti in questa consigliatura, molto difficile. E’ amore per la città”.
Amore in generale, non come se ne vuole a un figlio o come una scossa d’amore, queste espressioni sono copyright dei suoi avversari alle comunali.
Il progetto presentato a palazzo dei Priori stamani è per rimettere a nuovo i 9200 punti luce, di cui 8454 saranno sostituiti con lampade a led, che essendo dotate di schede elettroniche, daranno vita a un circuito che in futuro potrà veicolare informazioni e servizi per la città, come il wi fi.
Intanto saranno in grado di comunicare malfunzionamenti in tempo reale.
Alla gara hanno partecipato due ditte, la vincitrice si farà carico d’assorbire per i diciannove anni di durata dell’appalto, i tre lavoratori che oggi si occupano del servizio, ancora nel Cev.
“Una gara – precisa Marini – che ci permetterà un risparmio annuo in minori consumi, pari a ottantamila euro”.
Il recupero dei punti luce avverrà nei prossimi due anni, seguendo tre diversi criteri: “Le lanterne storiche appartengono al primo gruppo – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Muroni – e si trovano nei quartieri medioevali, saranno sostitute solo le lampadine insieme ai vetri. Il resto rimane, ma si otterrà una migliore luce.
Poi ci sono i globi o i pali a via Marconi, il cui sistema riflettente non è più a norma. Saranno sostituiti tutti con altri, tipo proiettore.
L’ultimo gruppo è rappresentato dall’illuminazione artistica di monumenti e palazzi storici della città, a cominciare da palazzo dei Priori.
Saranno rifatti tre chilometri e mezzo di pali ancora collegati via aerea, sessanta chilometri di cavi sostituiti per ridurre le dispersioni, cinquantasei chilometri che vanno da un quadro elettrico all’altro, pure questi da cambiare”.
Quindi una chicca: “Il progetto – anticipa Marini – prevede anche l’illuminazione di Pratogiardino”. Sempre cercando di risparmiare.
“Il metodo adottato – osserva l’ingegnere Ernesto Dello Vicario – è quello del finanziamento tramite terzi, con la gestione di lampade a forte risparmio energetico, la ditta nel periodo di gestione ha minori costi quantificati in cinque milioni di euro che reinveste nei primi due anni.
In pratica i privati investono in cambio della gestione e nel corso degli anni loro rientreranno delle spese sostenute.
Come amministrazione siamo anche riusciti a ottenere un ribasso rispetto al costo storico del 5 per cento, oltre agli ottantamila euro in meno annui di spese correnti.
Il Comune avrà una serie di benefici, compreso quello finale, quando dal diciannovesimo anno si vedrà restituire un’impiantistica dai ridotti costi, lampade che consumano la metà e a norma. Quella attuale risale a quarant’anni fa”.
Giuseppe Ferlicca
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