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San Martino - I ragazzi dell'associazione Juppiter hanno organizzato il matrimonio del presidente Regoli - Avviato il progetto del social marriage

Salvatore e Gabriella, social sposi

di Maria Letizia Riganelli
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Un momento del social marriage

Un momento del social marriage

Salvatore e Gabriella sposi

Salvatore e Gabriella sposi

Gli sposi, Salvatore e Gabriella, con Giuseppe Fioroni e il vescovo Fumagalli

Gli sposi, Salvatore e Gabriella, con Giuseppe Fioroni e il vescovo Fumagalli

– Ma quale wedding planner. Ad organizzare un matrimonio, fino all’ultimo dettaglio, ci pensano i ragazzi di Juppiter.  La dimostrazione c’è stata sabato pomeriggio a San Martino nella casa dell’associazione. A convolare a nozze il presidente Salvatore Regoli e Gabriella Polidori, educatrice dell’associazione (gallery).

Una vera e propria festa nel cuore del castagneto a cui hanno partecipato oltre 500 persone. Non si sono persi il ricevimento l’ex ministro Fioroni, il sindaco Marini, la prefetto Scolamiero, il vescovo Lino Fumagalli, il deputato Alessandro Mazzoli, il consigliere regionale Enrico Panunzi e ancora i sindaci di Ronciglione, Capranica e Tarquinia, l’assessore provinciale Santucci e il presidente della Fondazione Carivit Perugi. Solo per citarne alcuni.

Il matrimonio di Salvatore e Gabriella non è stato  un “normale” matrimonio, ma uno di quelli straordinari. Il loro, infatti, è il numero zero di una nuovissima iniziativa dell’associazione: il social marriage.

Che cos’è il social marriage lo hanno spiegato i ragazzi di Juppiter durante tutta la giornata, lunga e ricca, iniziata per gli ospiti nel primo pomeriggio, con la festa per i bambini e le famiglie e finita a tarda notte con la serata in musica per i ragazzi. Oltre al divertimento per grandi e piccoli al centro della struttura è stato allestito un grande buffet. Una vera e propria merenda con i prodotti tipici dall’Italia e dal mondo: salumi, verdure sott’olio e formaggi dalla Calabria, affettati dalla Val Camonica, miele da Cassino (prodotti dalle sedi della Fondazione Exodus di don Mazzi) e poi ancora olio dalla Sabina e tozzetti dalla Tuscia, insieme al pane di San Martino e alle specialità del Togo.

Perché il social marriage sono anche i prodotti genuini e certificati, ma soprattutto le persone che sono dietro questi prodotti. La benedizione del vescovo agli sposi è stata il compimento del pomeriggio, prima del taglio della torta, tra mille coriandoli e palloncini liberati in aria.

Insomma un matrimonio sociale con due vantaggi: i costi contenuti e quello di “mettere al centro – dice Salvatore Regoli – della giorno più importante i più fragili. Perché il progetto del social marriage nasce dall’idea di sostenere i giovani che hanno voglia di sposarsi e realizzare una festa che non dimentichi la solidarietà. Il ricavato di ogni social marriage è infatti destinato a sostenere l’attività dei ragazzi speciali di Juppiter”.

L’idea fissa dell’iniziativa rimane però l’amore. Quello da sostenere soprattutto in periodi di crisi economica come questo. Perché sposarsi costa, e a volte costa talmente tanto che i ragazzi si scoraggiano e smettono di dichiararsi amore eterno. “Quello che vogliamo fare noi – dice infine Salvatore Regoli – è proprio questo: dare a tutti la possibilità di sposarsi e sostenere l’amore, in tutte le sue forme”.

Le proposte dell’associazione sono due una”small” per 50 invitati al costo di 3.500 tutto compreso e una “big” per cento invitati al costo di 6mila euro. Juppiter penserà a tutto, dal cibo all’allestimento, sempre che all’amore, ingrediente principale delle nozze, ci pensino gli sposi.

Maria Letizia Riganelli


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15 aprile, 2013

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