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Gallese - Operazione della polizia provinciale contro la pesca di frodo sul Tevere

Sequestrate 50 metri di reti abusive

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La polizia provinciale recupera le reti abusive

La polizia provinciale recupera le reti abusive

La polizia provinciale recupera le reti abusive

Le reti abusive

La polizia provinciale recupera le reti abusive

La polizia provinciale mentre recupera le reti abusive

Il fiume Tevere a Gallese

Il fiume Tevere a Gallese

– Il comando della polizia provinciale, nucleo Pesca e navigazione interna, ha provveduto venerdì a sequestrare circa cinquanta metri di reti calate da ignoti sul Tevere, in località Fiume Morto nel comune di Gallese.

In quell’area tali strumentazioni sono vietate e in genere vengono utilizzate dai pescatori di frodo.

Complicata l’operazione di recupero, che ha previsto un impegno consistente da parte degli agenti della polizia provinciale soprattutto a causa della vischiosità del terreno in prossimità del fiume e dal cattivo odore emanato dalle reti stesse.

Lungo l’argine destro del Tevere ne è stata recuperata una lunga circa 25 metri, maglia 50/60, legata ad un albero e calata lungo l’argine.

Tale rete era piena di pesci, alcuni vivi e subito rilasciati sul posto, altri invece morti e poi smaltiti secondo le procedure previste in questi casi.

Sull’argine di sinistra, poi, le pattuglie hanno notato un’altra rete posizionata in modo tale da formare una barriera sul fiume: dopo aver ricevuto l’ok dalle autorità competenti, dato che in quel tratto la competenza territoriale è della Provincia di Rieti, gli agenti della polizia provinciale di Viterbo hanno provveduto a recuperare anche la seconda rete, anch’essa lunga circa 25 metri, e a liberare i pesci ancora vivi.

Tra le specie ittiche rimaste impigliate nelle barriere dei pescatori di frodo sono stati recuperati esemplari di abramide (abramis brama), carpa (cyprinus carpio) e carassio (carassius carassius).


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15 aprile, 2013

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