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Sport - L'arbitro ospite dei colleghi viterbesi

Messina: “Siate professionisti nella testa e dilettanti nel cuore”

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La lezione di Domenico Messina

Gasbarri consegna a Domenico Messina un bozzetto della macchina di Santa Rosa

Domenico Messina a Viterbo

La lezione di Domenico Messina a Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo- “Inseguite i vostri sogni. Siate professionisti nella testa e dilettanti nel cuore”. L’arbitro Domenica Messina ieri a incontrato i colleghi viterbesi, guidati dal presidente Luigi Gasbarri.

Messina ha tenuto un’interessante lezione, affrontando con l’aiuto di diapositive gli elementi di base di un arbitro moderno: la tecnica, la preparazione atletica, l’aspetto psicologico, la forza morale e la voglia di migliorarsi.

“La tecnica non è solo la rilevazione dei falli e la gestione disciplinare – ha detto Messina – occorre credibilità, coerenza, attenzione ai particolari, capacità di modificare la propria condotta durante la gara e di prevenire gli eventi.

Nel calcio moderno – ha aggiunto – è inaccettabile che un direttore di gara non sia preparato fisicamente. In serie A un arbitro corre circa 14 chilometri ogni gara. Bisogna avere resistenza fisica, saper variare il passo, dosare le energie, muoversi con razionalità e posizionarsi con intelligenza durante le azioni di gioco.”

Messina ha affrontato anche l’aspetto psicologico, mettendo l’accento sulla comunicazione non verbale, la tonalità della voce, la gestualità dell’arbitro. “Tutti i nostri gesti – ha detto – hanno un significato preciso per noi e per chi ci guarda. Ogni azione ben fatta perde valore se non viene comunicata nella maniera corretta.”

Messina ha invitato i colleghi, specialmente i più giovani, a essere professionali e ad avere rispetto per tutti. “Siamo portatori sani del virus dell’arbitraggio – ha detto – ogni nostra scelta comporta contemporaneamente una rinuncia. Non cercate scorciatoie per raggiungere l’obiettivo. Credete fermamente in quello che fate e cercate sempre nuovi stimoli a migliorarvi. Mettetevi continuamente in gioco, non sentitevi mai arrivati.

Per diventare un grande arbitro o un grande uomo – ha concluso Messina tra gli applausi – bisogna inseguire i propri sogni. Entrate in campo felici e ciascuno di voi sia professionista nella testa e dilettante nel cuore.”

Al termine, il presidente della sezione di Viterbo Luigi Gasbarri e il consigliere nazionale dell’Aia Umberto Carbonari hanno ringraziato il collega Messina per la gradita visita e gli hanno consegnato alcuni oggetti ricordo, tra i quali una riproduzione della macchina di Santa Rosa.

Aia – Associazione italiana arbitri, sezione di Viterbo


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6 aprile, 2013

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