(g.f.) – Precari in Provincia senza numeri e con poche speranze.
La speranza scarseggia come le risorse a disposizione dell’ente per rinnovare i contratti, i numeri sono quelli della maggioranza in consiglio provinciale, che non ci sono e per consentire la discussione e l’avvio della seduta, stamani il presidente Marcello Meroi deve convincere il capogruppo Federico Grattarola (Pd) a far rimanere in aula il suo gruppo e mantenere il numero legale.
“Chiedo al consiglio un esame di coscienza e alla maggioranza di palesare quali sono le intenzioni sui lavoratori – dice Grattarola – soprattutto alla luce delle voci che mi arrivano, su spaccature in maggioranza e una parte non troppo interessata al problema”.
Sull’argomento il Pd ha presentato una mozione per il mantenimento dei livelli occupazionali. “Si parla dell’utilizzo di fondi sociali europei, bene – spiega l’assessore Paolo Bianchini – ma ricordiamoci sempre che otto milioni e seicentomila euro di contributi non sono mai arrivati dalla Regione e teniamo presente che questo fondo serve a fare occupazione fuori dall’ente”.
Gli fa eco Fracassini: “Tutti i 139 precari da sempre andiamo dicendo che vanno stabilizzati – spiega Antonio Fracassini (Fratelli d’Italia) – e il nostro interessamento è totale”.
Il punto è che la Provincia mantiene i propri servizi ai cittadini grazie al lavoro dei precari, lo sottolinea Marcello Meroi, proponendo una precisazione nella mozione.
Ma palazzo Gentili non se la passa troppo bene: “Ci sono stati tolti tre milioni e ottocentomila euro dal governo centrale – spiega il presidente – li dobbiamo togliere dal bilancio che approveremo entro due mesi.
Venendo meno una simile somma, diventa un problema non solo la gestione del personale, ma anche di risorse, servizi e interventi. E’ chiaro che gli impegni si mantengono avendo i soldi, se ce li tagliano dobbiamo recuperarli altrove”.
Precari e anche arsenico in consiglio provinciale. “Se risultasse – precisa Meroi – che qualcuno abbia attestato come ci siano panifici o laboratori artigiani i cui prodotti hanno una concentrazione di arsenico oltre la norma e non dovesse essere vero, daremo mandato al nostro ufficio legale di costituirci parte civile in un eventuale provvedimento.
Valuteremo pericolose speculazioni anche di natura economica”.
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