![]() Fabio Menicacci |
Riceviamo e pubblichiamo – Dopo due anni circa di amministrazione dell’attuale maggioranza con il decreto sindacale numero 7 del 29 marzo 2013, il sindaco Menicacci nel momento in cui procede a una nuova assegnazione delle deleghe dovuta “alla necessità in termini di operosità ed efficienza dell’amministrazione” riconosce pubblicamente il fallimento della sua giunta. Tale da rendere necessario un “rimpasto” come nelle tradizioni della vecchia politica.
Una giunta poco presente, senza idee, programmi, progetti.
Una maggioranza prigioniera e in debito con i partiti e movimenti pseudocivici che l’hanno sostenuta nelle elezioni amministrative e che oggi hanno presentato il conto pretendendo come scritto dal sindaco una verifica politica che ha portato alla defenestrazione dell’unica donna in giunta, Angela Ricci.
Viene da chiedersi infatti: ma perché la non operosità ed inefficienza ha colpito esclusivamente l’unica componente femminile presente in giunta?
Forse è stata cacciata perché priva dell’appoggio dell’apparato di un partito e essere l’unica voce fuori dal coro mentre gli altri assessori ed i consiglieri di maggioranza continuano nel loro inerte mutismo. Mai prendono la parola per proporre o difendere le proprie scelte.
Il mutismo è il nuovo modo di far politica di questa maggioranza incompetente?!
L’unico che può contravvenire a questa regola è il sindaco. Una sua assenza provoca panico, paura tra i consiglieri di maggioranza mettendo in risalto tutta la loro incapacità come è successo nel penultimo consiglio comunale. La mancanza di collegialità e di libertà intellettuale degli assessori, l’accentramento decisionale del sindaco, la sua latitanza è la causa della crisi politico amministrativa di questa maggioranza.
Eppure se non ricordiamo male aveva affermato pubblicamente: “sarò a Soriano otto giorni su sette a settimana”. La realtà è che il sindaco è presente tre giorni a settimana: sabato, domenica e lunedì.
Con la sua assenza blocca la poca attività politico-programmatica e amministrativa impedendo di fatto uno sviluppo economico e sociale del nostro paese.
Queste scelte potrebbero causare danni incalcolabili alla nostra comunità perché riteniamo che il decreto sindacale estromettendo l’unica donna presente in giunta viola gli articoli 51 e 53 della nostra Costituzione e è in contrasto con quanto pronunciato dal Tar del Lazio dichiarando illegittime le giunte tutte maschili, non ultima quella del gennaio 2012 relativa alla giunta comunale del Comune di Viterbo, di conseguenza tutti gli atti approvati sarebbero da considerarsi nulli.
Gruppo consigliare di minoranza del Comune di Soriano nel Cimino
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