(g.f.) – La città deve andare “Oltre le mura” e votare per Viva Viterbo.
Filippo Rossi prende in prestito lo slogan di un suo avversario per spiegare che il suo progetto guarda lontano. Perché curare l’ordinaria amministrazione è importante, ma per un sindaco è il minimo sindacale: “E a Viterbo non hanno fatto nemmeno questo”.
C’è bisogno di strategie e una visione precisa di dove si vuole andare e Rossi ha già scelto un consulente per curare i rapporti con l’Europa. In caso di vittoria.
Scelta caduta non sul primo arrivato, ma su Freddy Paul Grunert, segretario generale della Fondazione supernational environmental justice foundation, accreditato al Parlamento europeo, membro della giuria “Connect for Climate” della Banca Mondiale e del gruppo interstituzionale del Consiglio europeo per il cambiamento climatico.
“Vivo qui da più di venti anni – spiega Grunert – ma non potrei raccontare la ricchezza di Viterbo, perché non sono riuscito a scoprirla, nessuno me l’ha fatta vedere.
E’ più semplice comprendere realtà più grandi, come Udine o Roma. Viterbo ha un tessuto vasto, agricoltura, terme, università, fa difficoltà a trovare un denominatore comune. Ma i prossimi finanziamenti europei si legheranno all’identità culturale del territorio, passando dalle smart cities alle creative cities”. Da noi più che smart o creativa, siamo più alla città addormentata.
“In venti anni – spiega Rossi – non sono riusciti a dare un’identità, a scrivere un romanzo collettivo. Oggi la gente va a vivere a Vitorchiano senza nostalgia, non ci si sente orgogliosi di stare qui.
Ci hanno preso in giro quando abbiamo abbracciato le mura, ma era un gesto sostanziale, voleva dire, ricominciamo a volerci bene.
Se c’è una critica da fare a chi ha governato, è d’avere sempre volato bassissimo, gestendo i piccoli problemi che ovviamente vanno risolti e non ci sono nemmeno riusciti. ma è pure mancata una visione prospettica. Se ce la facciamo noi, Viterbo avrà un futuro meraviglioso è questa la nostra scommessa”. Oltre a promuovere la città fuori dai propri confini.
“In un mondo internazionale – osserva Claudio Margottini – le identità locali vanno rafforzate e fatte conoscere. Viterbo soffre per mancanza turismo e progettualità internazionale, per incapacità nel promuovere la città al di fuori dei propri confini, mentre ci sono grandi nicchie di mercato che crescono, come Cina, India, Russia. Dobbiamo investirci, altrimenti la città si impoverirà”.
E i viterbesi devono riappropriarsi della città: “Insieme va trovato un percorso comune – incalza Rossi – un patriottismo cittadino.
Viterbo è la città delle torri e non ce n’è una visitabile da turisti o viterbesi, così si uccide un pezzo della tua storia. Viterbo è la città dei papi, ma il palazzo papi è vuoto. Invece si pensa a ristrutturare una pensilina dei bus.
C’è una bella differenza culturale e non la si capisce”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY