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Viterbo - Lettere - Edoardo Marcellini chiede interventi più rapidi al Comune sulla viabilità

Centro storico, la ztl è vecchia di venti anni

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Uno dei cartelli della Ztl di Viterbo

Uno dei cartelli della Ztl di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Si parla tanto di chiudere il centro storico alle auto, quando non ci si accorge che nella realtà non solo questa ipotesi non viene minimamente presa davvero in considerazione ma, in fatto di limitazioni al traffico, le regole che ci sono hanno più di 20 anni.

Le quattro zone del centro (settore A, B, C, D, ciascuna con un permesso di colore diverso) sono state istituite all’epoca di Fioroni sindaco, cioè nei primi anni ’90. Quando il centro aveva molti più residenti di oggi e la situazione era diversa.

Le zone a traffico limitato sono state poi cambiate dal sindaco Meroi (secondi anni ’90), che le ridusse soltanto alle vie laterali, come è attualmente in vigore nel quartiere San Faustino (settore C), a Pianoscarano (settore A) e nella zona di via Vetulonia e via dei Mille (settore B). Di fatto si tratta di Ztl inutili, perché nei vicoli laterali il traffico praticamente è inesistente e non è lì che va limitato. Non esiste alcuna Ztl nel settore D (zona di via San Lorenzo e via cardinal La Fontane) e questo lo trovo inconcepibile, perché è zona turistica!

Gabbianelli e poi Marini non hanno cambiato nulla, a parte la chiusura di via Marconi oggi ridotta alla sola domenica.

L’isola pedonale di Corso e via Roma è praticamente la stessa degli anni ’70. Stesso discorso al quartiere San Pellegrino. La segnaletica mostra tutti i suoi anni. Le fasce orarie in vigore sono sempre state 10,30-13 e 15-20, il che comporta che nelle ore di pranzo e serali/notturne il centro è una bolgia di auto. All’epoca della loro entrata in vigore la sera non c’era nessuno in giro, oggi invece sì.

Gli stessi parcheggi a pagamento non si capisce bene dove sono gratuiti per i residenti (che di fatto non hanno più aree a loro riservate) e dove sono a pagamento per tutti.

Direi che prima di parlare di chiusure al traffico bisognerebbe almeno dare una regolata a ciò che già c’è. Non c’è un minimo di organizzazione e come si può pretendere di cambiare se non si conosce nemmeno la situazione esistente?

Edoardo Marcellini


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5 maggio, 2013

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