– Due copie del raro film “Piume al vento”, con molte scene girate a Viterbo nel 1950, sono state donate alla videoteca della biblioteca consorziale di Viterbo e all’archivio parrocchiale della Santissima Trinità di Viterbo (gallery * video).
A consegnare la preziosa testimonianza cinematografica ai due archivi alcuni tra i diversi cittadini che si sono fatti carico delle ricerche e dei costi di lavaggio, riversamento e restauro della pellicola in formato 16mm: Lucio Matteucci, Dina Mugnai, Stefania Ioime, Lietta Granato (fotografa) e Silvio Cappelli.
Soddisfazione da parte del direttore della biblioteca viterbese Giovanni Battista Sguario, e anche da parte dell’agostiniano padre Renato Saveri della parrocchia della Santissima Trinità, per il prezioso ritrovamento, effettuato da Silvio Cappelli dopo decine di anni di ricerche.
Un film, conosciuto soltanto tramite le principali filmografie, mai stampato in pellicola 35mm e in supporti vhs dvd, assente nella cineteca nazionale, assente negli archivi della Rai, irrecuperabile anche usando i più comuni siti internet specializzati.
“Sono felice per il ritrovamento – ha affermato il direttore Sguario – anche perchè diversi studiosi ricercatori che si erano precedentemente rivolti a noi l’avevano considerato ormai introvabile. Tra qualche giorno verrà catalogato e classificato nell’archivio della nostra videoteca e, per motivi di studio, potrà essere visionato da tutti gli interessati”.
“Io sono nato nel 1927 – afferma padre Renato Saveri – e non ne avevo mai sentito parlare. Forse anche perché nel 1950 ero fuori Viterbo per motivi di studio. Sicuramente tra i nostri parrocchiani, visto che alcune scene sono state girate in piazza San Faustino e dintorni, ci sarà qualcuno che se lo lo ricorderà e che sarà in grado anche di fornirci notizie particolari in merito. In quei tempi San Faustino era chiesa parrocchiale e il parroco era l’attivissimo don Oreste Guerrini”.
“Il ritrovamento presso la fondazione Cineteca di Bologna – sostiene Silvio Cappelli – è il risultato di lunghissime e pazienti ricerche effettuate presso molti altri archivi e biblioteche d’Italia. Ho ricevuto tantissime telefonate di persone che si sono complimentate per il recupero di questo importante documento storico.
Tra le più particolari quella di un signore che, commosso, si è messo a piangere per aver rivissuto, attraverso le scene pubblicate da Tusciaweb, alcuni luoghi e momenti significativi della sua infanzia. Due persone hanno riconosciuto nelle sequenze la propria madre: una affacciata ad una finestra di via del Pavone e l’altra affacciata ad un profferlo di via Piana.
Un amico mi ha detto, tra il sorpreso e il contento, – continua Cappelli – che a piazza San Faustino tra le comparse c’erano anche sua madre di otto anni e i nonni materni. Si è scatenata una corsa al riconoscimento dei luoghi e dei volti che compaiono in alcune scene del film ed è giusto che sia così.
Importante la sequenza girata in via del Pavone che ci fa rivedere la fattezza del prestigioso palazzo Orioli prima del bombardamento e della costruzione, al suo posto, del cinema Metropolitan. La ricerca dovrebbe continuare approfondendo ancora di più le nostre conoscenze, intervistando le persone più anziane che si ricordano i fatti accaduti, cercando tra gli archivi del regista, del produttore, degli sceneggiatori e, forse, anche tra gli archivi parrocchiali.
Chissà che don Oreste Guerrini non ci abbia lasciato qualche preziosa testimonianza. Ha ragione Alfonso Antoniozzi, che ringrazio per il suo intervento su Tusciaweb, quando sostiene che bisogna creare un archivio di immagini locali e che bisogna creare un festival cinematografico itinerante per diffondere lungo tutto il nostro territorio il ritratto della nostra gente e dei nostri paesaggi.
Avevo condiviso l’inizio di questa ricerca con mio padre Fulvio, classe 1922, facendogli vedere, nel mese di gennaio scorso, il manifesto originale del film con raffigurata la fontana di Piazza San Faustino. Aveva promesso di aiutarmi fornendomi altre notizie ma purtroppo se ne è andato mentre il film era in viaggio da Bologna a Viterbo. E’ a lui che dedico questo risultato”.
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