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“Il nuovo diario di Anna Frank” in scena al Teatro tenda

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Un'immagine di Viterbo

Viterbo

– Lunedì 19 maggio, alle 18,30, nell’ambito delle iniziative di Teatro sociale e integrato coordinate da Paolo Manganiello per il Teatro tenda di Viterbo, andrà in scena la pièce cinema – dramaterapica “Il nuovo diario di Anna Frank”.

Il lavoro, realizzato dal Creative drama & In-Out Theatre con il patrocinio del Comune di Viterbo e il cui autore è Daniele Poto, prende spunto da un’idea di Shalom Auslander. Anna Frank, la più significativa icona dell’olocausto viene immaginata viva, oggi 83enne, che rilegge la realtà attuale e trasecola per la piega che ha preso la storia.

“Ancora oggi – spiega Daniele Poto – Anna è un mito estremamente interessante, ma anche un personaggio nascosto negli archivi, dai quali viene recuperata solo per qualche più o meno sentita celebrazione. Ho scoperto con raccapriccio che anche il suo originale diario è stato rimosso, dato che non è compreso negli archivi di molte biblioteche comunali di Roma.

Di qui l’idea di rimetterla scenicamente in vita e di provocare un convulso corto circuito con l’attualità da cui è stata bruscamente tagliata fuori con la sua morte, ancora prima della conclusione del conflitto mondiale. Così con questo pretesto, la ‘nuova’ Anna Frank alle prese con un ‘nuovo’ diario, può giudicare 70 anni di attualità contraddittoria, prendendo posizioni critiche sull’America che la ospita e sulle attitudini belliche di Israele. Non è un’intervista impossibile, ma un revisionismo teatralmente fecondo che evidenzia tematiche attuali come la coscienza critica, il senso del relativismo, la responsabilità, l’amore per il prossimo, l’orgoglio, ovviamente, di essere ebrea, ma senza steccati, la dignità della condizione umana”.

In questo contesto si inserisce l’esperienza della cinema-dramaterapia grazie all’abile mano di Ermanno Gioacchini, psichiatra e regista della compagnia del Creative drama & In-Out Theatre, mentre si svela il sé di Anna Frank, si apre anche il sé profondo degli attori, attraverso il sensibile filtro dell’interpretazione (teatro drammaterapico). Un processo di disvelamento profondo che li libera come interpreti-attori, capaci di oltrepassare il sé, di diventare altro da sé e parteciparlo allo spettatore.

“Più volte ho sostenuto – spiega il direttore di Pediatria di Belcolle, Massimo Palumbo – l’importanza vitale del volontariato a sostegno della sanità locale. Il fatto che i proventi di questo spettacolo così toccante per le tematiche trattate vengano devoluti a due associazioni vicine ai bambini di Belcolle è un motivo in più per partecipare. Invito tutti i viterbesi ad accogliere il mio invito”.

 

 


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17 maggio, 2013

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