– Se di solito si festeggia a risultato conseguito, Viva Viterbo inaugura il panino con la porchetta preventivo, ma niente vino. Solo Cola o al massimo una birra. E’ già un cambiamento.
Del resto, la manifestazione di sabato alle 21 in piazza del comune è alle porte e bisogna tenersi in forze, anche per presentarla alla stampa. La sfida è di quelle importanti, coraggiosa, qualcuno dirà un po’ ambiziosa.
“Con orgoglio – spiega Filippo Rossi – mettiamo in piazza il nostro coraggio. Altri porteranno Grillo, Berlusconi, chi il presidente della Regione e magari sceglieranno un posto al chiuso o piazze più piccole, per dire d’essere riusciti a riempirle.
Noi potevamo andare a piazza Scacciaricci per poter dire d’averla vista colma di gente”. Non sarà così.
“Siamo convinti di quello che facciamo – continua Rossi – scendiamo in piazza e invitiamo tutti a venire a vederci, chi pensa di darci il voto e chi non lo farà, vogliamo spiegare a tutti i viterbesi il nostro progetto.
Ci farà piacere se in piazza ci sarà pure chi parla male di noi”. Si otterrà così un importante risultato: “Almeno poi – incalza Alfonso Antoniozzi – potranno continuare a parlare male di noi, ma con cognizione di causa”.
Non si aspettano quattromila persone, ma nemmeno quattrocento. Gente ne arriverà, dal movimento ne sono certi, se è vero che danno per certo di raggiungere la zona ballottaggio. Resta da capire contro chi.
Una manifestazione per raccogliere consenso, ma quasi certamente Filippo Rossi perderà quello di chi il sabato sera parcheggia l’auto sotto palazzo dei Priori, trasformando una delle piazze più belle in una mega area di sosta.
“Questa è una delle assurdità di Viterbo – continua Rossi – ci hanno detto che non serve un’ordinanza di divieto di sosta, perché lì di solito non si parcheggia, ma sappiamo bene dopo le 20 cosa diventa. E’ la prova di come il sindaco amministra la città e del controllo che ha su di essa. Vorrà dire che avremo fatto anche questa cosa di buono, fino alle 22,30 non si parcheggia e magari si fa festa”.
Un luogo storico per i comizi, che oggi quasi più nessuno fa. “Abbiamo scelto piazza del comune – continua Rossi – per parlare a più persone possibile. Siamo viterbesi e parleremo ai viterbesi. Non chiediamo l’aiuto di ospiti o personaggi politici famosi, non abbiamo e non vogliamo referenti romani.
Il civismo può davvero rappresentare il cambiamento. Se andremo al governo noi, non avremo sudditanze o padroni. Non siamo Michelini che deve chiedere l’aiuto di Zingaretti. Andiamo in piazza con la nostra forza di viterbesi che parlano ai viterbesi.
Non ne possiamo più di aspettare favori o elemosina da Roma, il futuro lo decidiamo da soli”.
Sul palco si alterneranno la coordinatrice di Viva Viterbo Maria Rita De Alexandris, Biritognololo, candidato assessore al territorio e ai municipi, Margottini, vice sindaco, quindi parleranno viterbesi, candidati e non e l’assessore candidato alla cultura Antoniozzi. “Poi – dice Rossi – forse parlo io”.
E forse dirà che Viva Viterbo non si apparenterà con nessuna lista in caso di ballottaggio: “Non daremo o chiederemo appoggi – sottolinea Antoniozzi – sta qui la nostra differenza, quella di un gruppo di persone che si trovano attorno a qualcosa di più interessante di un’idea politica, pensiamo alla rifondazione della città.
Siamo persone che nulla hanno da perdere. Se non ce la dovessimo fare, la nostra vita non cambierà, perché la nostra vita non dipende da questo e siamo i soli che nel caso in cui dovessimo arrivare al governo di Viterbo, metteremo in giunta persone che conoscono la materia di cui andranno a occuparsi, senza logiche spartitorie del passato.
E’ una rivoluzione, mai vita negli ultimi cinquant’anni”.
Tutti in piazza, come ricorda Margottini, per spiegare il futuro di Viterbo, da far rinascere. E la cultura giocherà il suo ruolo importante, perché la cultura serve a fare impresa, creare reddito e occupazione.
“Ogni due euro investiti nel settore – precisa Rossi – come ha ricordato Marco Muller, ne ritornano diciotto alla città”. E Viterbo ne ha di gioielli da mostrare: “Siamo seduti su un tesoro – sostiene Antoniozzi – ma non viene valorizzato”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY