![]() Chiara Frontini inaugura la Home di Bagnaia |
![]() Filippo Rossi |
Riceviamo e pubblichiamo – “Un centro storico in balia delle auto è vergognosa immagine della città costruita in questi anni dal centrodestra. L’amministrazione Marini è solo l’ultimo brutto capitolo di una storia che dobbiamo interrompere”, è diretta Luisa Ciambella (Pd) nel fotografare l’attuale situazione della città dei Papi.
Uno dei centri storici più suggestivi d’Italia vive un buio che grida vendetta. Tra i troppi problemi irrisolti, che compromettono la qualità della vita della città e il suo potenziale appeal turistico, la vera spina nel fianco è quella del traffico. Il fine settimana appena trascorso ha restituito ai viterbesi una Viterbo imbarazzante. Piazza del Comune è stata trasformata nelle ore notturne in un caotico parcheggio a cielo aperto. Piazza del Gesù, uno dei luoghi più carichi di storia, è deturpata da mesi da una voragine. Anche lì, nonostante il palesato rischio strutturale, nei fine settimana ci troviamo di fronte a un’area parcheggio. Sabato notte qualcuno ha anche ben pensato di far sostare il proprio Suv sulla fontana medioevale.
Nelle ore notturne il problema del traffico in centro si manifesta con tutta la sua urgenza. Impossibile, per i tanti giovani che animano quel poco di vita notturna presente, camminare lungo il Corso e via San Lorenzo senza rischiare di essere investiti dai caroselli di auto. Macchine che vengono puntualmente parcheggiate anche in piazza San Pellegrino, dando quindi anche ai pochi turisti presenti in città una pessima immagine notturna dei luoghi simbolo.
Chi vive la città conosce molto bene questi fenomeni. Difficile anche consumare nei bar del centro in santa pace. Il continuo passare delle auto infatti aggiunge alla consumazione anche un costante aerosol di smog da tubi di scappamento.
Viterbo è paralizzata nel suo provincialismo anche da situazioni del genere. Non è ipotizzabile costruire una città più moderna, dinamica e attraente senza risolvere questo tipo di criticità. Con Leonardo Michelini sindaco vogliamo dare risposte concrete, per questo chiediamo il sostegno dei viterbesi. Soltanto uniti possiamo archiviare un modo così vuoto e privo di prospettiva di amministrare Viterbo.
Luisa Ciambella
Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo 2020 è accanto ad imprese, artigiani e commercianti. Lo ribadisce il candidato di Viterbo 2020 Americo Urbani, cognome noto per il commercio viterbese che da oltre cento anni svolge la propria attività nella e per la città di Viterbo.
Il programma partecipato di Viterbo 2020 ha aperto ed apre il suo contenitore a tutte quelle idee che hanno come finalità il bene comune ed è proprio questo il motivo per cui Americo Urbani ha scelto di candidarsi con Viterbo 2020.
Il commercio per la città di Viterbo è sempre stato lanima economica, ma come ogni genere di attività ha bisogno di essere rinnovata, rilanciata, soprattutto in questo periodo di grande crisi economica: serve dunque un solido programma di sviluppo che può nascere solo da coloro che in prima persona lavorano, vivono e lottano ogni giorno per la propria attività.
Americo Urbani, ci racconta così come è scaturita in lui la decisione di candidarsi: Ho sempre desiderato occuparmi del bene pubblico, per migliorare la città in cui vivo e in cui vivranno i miei figli; lincontro con Chiara Frontini mi ha finalmente fatto scattare quella molla che era già carica in me.
Chiara mi ha illustrato il suo progetto e non ho avuto esitazione ad accettare e condividere la sua proposta, perché il progetto rispecchia ampiamente le mie idee. Vorrei portare il mio contributo nel settore del commercio, sono tutti i giorni in trincea e conosco quali sono le problematiche del settore. Vogliamo una Viterbo viva, aperta e creativa, rivitalizzare e riqualificare il centro storico, sfruttare economicamente la sua eleganza ed unicità utilizzando i suoi siti come vetrine per il rilancio, oltre che del commercio, anche dellimprenditoria e dellartigianato.
Dobbiamo tornare ad usare ogni complesso e le sue peculiarità per cui è stato costruito, questa volta però, noi di Viterbo 2020 esigiamo che la parole dordine siano Partecipazione e Trasparenza, solo così si potrà ricostruire un tessuto economico solido che faccia della nostra città un gioiello a 360 gradi.
Americo Urbani
Candidato consigliere comunale nella lista Viterbo Venti Venti
Riceviamo e pubblichiamo – In Italia ci sono attualmente 2400 Comuni (circa Œ di tutti i Comuni italiani) che producono più energia elettrica di quanta ne consumino le famiglie residenti grazie ad una o più fonti rinnovabili. I casi più virtuosi sono chiaramente quelli dei piccoli centri urbani, dove oltre a sole e vento è possibile contare anche su mini idroelettrico e su una vasta disponibilità di biomasse. È il caso di Prato allo Stelvio, piccolo comune dellalto Adige, che ha anche ricevuto un apposito premio come comune più virtuoso di Italia per questa tipologia produttiva.
Recentemente anche Comune maggiori come Cuneo, Ravenna, Terni e Foggia ad esempio, grazie ad un mix di fonti pulite, riescono a soddisfare il 100% dei fabbisogni elettrici delle famiglie residenti. Altri 56 Comuni con più di 30 mila abitanti, tra cui Matera, Bergamo, Padova, Perugia e Grosseto, coprono invece una quota dei consumi tra il 50 e il 99%.
La ripartizione tra stato e privato verte certamente a favore del secondo, nonostante numerosi comuni abbiano saputo nel corso degli anni adottare politiche ben precise, mirate allutilizzo di fondi di varia natura e finanziamenti a tasso agevolato per linstallazione di impianti alimentati a fonte rinnovabile su aree ed edifici pubblici, proprio con lobiettivo di ridurre i costi dellenergia elettrica. In alcuni casi sono state operate apposite partecipazioni pubblico/privato o sono stati sviluppati appositi accordi con società private proprio per incrementare la produzione di energia da FER e ridurre i costi energetici per la cittadinanza.
In questo contesto il Comune di Viterbo non sembra averne approfittato, nonostante il notevole patrimonio posseduto, sia intermini di superfici che di immobili. Basti pensare alle recenti lottizzazioni lungo la cassia sud e in strada acqua bianca, dove lungo i marciapiedi sono stati installati pali di illuminazione tradizionali e non alimentati a fonte fotovoltaica, o ancora la mancata copertura degli immobili di proprietà con pannelli fotovoltaici, che vista la normativa nazionale in materia di incentivi, avrebbe azzerato i costi dellenergia elettrica. Altra immensa lacuna è il non aver valutato la possibilità di sfruttare lenergia termica presente nel sottosuolo per riscaldare gli ambienti chiusi, nonostante questa tecnologia sia ampiamente utilizzata alle Terme dei Papi o ancora non aver sostituito con led a basso consumo le lampadine allinterno di tutti gli uffici pubblici.
Solidarietà cittadina, anche con l’ausilio di professionisti ed esperti del settore, propone una gestione energetica Comunale assolutamente nuova ed incentrata nello sfruttamento delle fonti rinnovabili in modo totale, approfittando di tutte le opportunità di natura istituzionale, come incentivi di natura economica alla produzione di energia o agevolazioni e fondi di vario genere che di volta in volta si presenteranno.
Non si escludono investimenti privati li dove una società accreditata dovesse garantire la cessione di credito minimo garantito o royalties li dove il Comune dovesse concedere diritti di superficie o di gestione, previa fidejussione bancaria a garanzia del ripristino. In tal caso sarà necessario garantire lassenza di impatti di natura paesaggistico-ambientale e rispondenza alle Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico vigente.
Viterbo infatti ha tanta altra energia rinnovabile che aspetta solo di essere intercettata e che può permettere il raggiungimento di obiettivi molto importanti, basti pensare allenergia geotermica evidente dalla presenza delle acque termali. Solidarietà Cittadina punta a coniugare laspetto turistico ricreativo connesso con la creazione di stabilimenti termali a quello energetico. Nel caso dello sfruttamento energetico in alternativa alla produzione di energia elettrica da immettere in rete sarà possibile utilizzare anche lenergia termica direttamente tramite pompe di calore che circolano nel sottosuolo. Questo consente ad un immobile di escludere il tradizionale impianto di riscaldamento alimentato con caldaie a gas o gasolio, prelevando calore dal sottosuolo e cedendolo in corrispondenza dei radiatori domestici.
Ricoprire gli edifici pubblici ed in particolare le scuole di proprietà comunale con Pannelli Fotovoltaici è di fondamentale importanza per Viterbo, sia da un punto di vista economico, riducendo fortemente i costi energetici, sia da un punto di vista educativo, introducendo i giovani alla cultura della sostenibilità ambientale e permettendogli di osservare dal vivo i risultati raggiunti oltre ai benefici connessi.
Ad oggi cè stata una forte riduzione dell’incentivazione statale per questa fonte, resta comunque la possibilità per gli enti pubblici di usufruire di agevolazioni e semplificazione per laccesso agli stessi incentivi, con premi abbinati allautoconsumo.
Non è da meno lenergia idroelettrica, di cui Viterbo è potenzialmente molto ricca, vista la presenza di numerosi corsi dacqua superficiale, dove i moderni apparati di conversione consentono approvvigionamenti energetici anche in assenza di cascate o salti evidenti.
Solidarietà cittadina è intenzionata a valutare con attenzione la possibilità di utilizzare anche lenergia cinetica connessa con lo scorrimento delle acque allinterno degli acquedotti comunali, che nonostante l’arsenico è comunque in grado di generare energia elettrica per il semplice fatto che scorre allinterno delle tubature per raggiungere le singole utenze. Questa possibilità andrà valutata di pari passo con gli interventi da operare per la risoluzione del problema dellarsenico, così da ridurne i costi.
Altra importante fonte energetica rinnovabile è rappresentata dalla parte biodegradabile dei rifiuti urbani, ovvero gli scarti alimentari prodotti in ambito abitativo e raccolti porta a porta. Attualmente esistono tecnologie innovative in grado di trasformare anche questa matrice in energia senza arrecare danni allambiente, ma al contrario risolvendo anche le problematiche connesse con la gestione dei rifiuti. Il tutto in perfetta linea con le politiche europee e nazionali che tra laltro impongono all’Italia ed in particolare proprio il Lazio di trovare delle opportune strategie per correggere le attuali politiche in materia di gestione dei rifiuti.
L’ipotesi di utilizzare la Forsu per ricavare energia Elettrica potrà essere sostituita dalla cessione diretta di gas metano (prodotto dalla fermentazione anaerobica) escludendo la fase di combustione e cedendo quindi il gas metano alla rete Snam gas li dove il Governo definisca le Regole Tecniche per questa operazione, o utilizzando lo stesso gas metano per autotrazione li dove dovesse aumentarne la domanda.
Nel caso specifico Solidarietà Cittadina prediligerà l’ipotesi del’lutilizzo del gas per autotrazione li dove fosse possibile abbinare il progetto alla conversione dellintero parco mezzi comunale con altrettanti mezzi alimentati a gas metano, compresi quelli impiegati nella raccolta della frazione organica dei rifiuti porta a porta.
Sono inoltre da prevedere bandi e agevolazioni per le microproduzioni di energia da fonte rinnovabile abbinate ad attività produttive come aziende zootecniche o agricole in particolare. Nel primo caso infatti va agevolata la possibilità di micro generatori alimentati a letami bovini e paglia, mentre nel secondo caso alimentati a sfalci di potature e residui agricoli di lavorazione.
Una politica che punti in questa direzione apporterà numerosi benefici alla collettività sia riducendone i costi energetici, sia rendendo limmagine di una città certamente virtuosa nei comportamenti con una grande sensibilità ambientale che favorirà indirettamente settori come il turismo ed il commercio.
Salvatore Gionfrida
candidato consigliere comunale per Solidarietà Cittadina
Riceviamo e pubblichiamo – Amare la città come la propria famiglia e il modello di famiglia ideale per noi è quella che ama anche la cultura e partecipa con il suo nucleo all’edificazione collettiva: tutto questo avviene nella Città dei Papi? Solo in parte.
In effetti ad eccezione di qualche manifestazione che affonda tradizioni nel passato, o altre realtà create per buona volontà da privati e a costi zero, il concetto di cultura è stato storpiato attraverso eventi da baraccone , tanto costosi quanto inutili perché non edificanti. Qualcuno mi spieghi a cosa serve portare in città “fenomeni da circo” che ripetono dal vero le stesse cose che ripetono in televisione e che preso il gettone di presenza se ne partono dopo aver riempito la piazza con cittadini curiosi più che interessati.
A chi concepisce la cultura come gestione della piazza gremita di gente consiglio di invitare delle Belen Rodriguez o magari Balotelli, sai che pienone!
Qualcuno potrà obiettare che un festival vive di sponsor (il che è vero in parte) ma io ribatto che si possono usare le risorse degli sponsor in modo più edificante come?
Creando una sinergia tra chi ha qualcosa da dire e chi vuole apprendere, senza il distacco della cattedra e della platea in una continuità temporale non limitata alloretta di incontro culturale.
Diamo vita allora a centri culturali dove lallievo possa apprendere direttamente dal maestro e se il maestro sarà valido, trasmetterà il suo sapere e la sua esperienza edificando le nostre coscienze rendendole capaci di percepire il Bello.
Dobbiamo partire da queste considerazioni perché grazie ad una tale formazione potremo dare una svolta al senso del gusto e della bellezza che hanno reso l’Italia centro mondiale della cultura storica.
E ancora. In tanti paesi è possibile vedere stabili comunali, per lo più interi edifici, dati in gestione ad artisti di ogni categoria (pittori, scultori, architetti, poeti e quantaltro) che convivono in un ambito centralizzato e creativo: spazi simili ad alveari di produzione darte ed idee.
Un centro del genere, sconosciuto in Italia, diverrebbe meta di artisti da ogni dove, vero polo di attrazione per italiani e stranieri e nei giorni deputati ai vernissage ci sarebbe un interscambio di idee e opinioni anche con chi intende avvicinarsi al mondo della creatività. Ci rendiamo conto dell’importanza di una simile iniziativa o no?
Se finora non è mai nato niente di simile è solo per mancanza di idee e la conseguente impreparazione di chi amministra ed ha potere decisionale. Politici, alcuni illetterati ed analfabeti non sanno neanche esprimere un italiano corretto tanto che quando hanno messo il naso fuori dalla provincia di Viterbo lo hanno fatto senza l’interesse di conoscere ed imparare le cose positive per portarle nella nostra città: neanche sappiamo copiare! Ma a cosa serve gente così?
Stendo infine un velo pietoso sulle brutture cittadine che riqualificano gli spazi urbani: monumenti, fontane, steli ed altro realizzate da pseudo-artisti improvvisati o artisti celebrati in Viterbo ma misconosciuti al mondo dell’arte contemporanea, in vita grazie alle solite conoscenze politiche o ecclesiastiche.
Amare la città come la propria famiglia, è proprio quello che pensiamo di fare e siccome noi conosciamo, siamo certi che allinterno della nostra Viterbo, esiste gente di talento ed eccellenze in ogni ambito culturale, ignorate da chi ignora il concetto di cultura: vogliamo creare qualcosa di veramente grande per una nuova rinascenza della nostra città.
Marco Zappa
Candidato nella lista della Destra per Andrea Scaramuccia sindaco
Riceviamo e pubblichiamo – Un progetto radicato sul territorio quello che sostiene la candidatura a sindaco di Chiara Frontini. Rotta Comune, la lista civica delle frazioni, o ex-Comuni come li chiamano i candidati, ha inaugurato domenica 5 maggio la sua Home in piazza Castello a Bagnaia.
“Dopo la Home di Viterbo e di Grotte, non potevamo mancare a Bagnaia, dove questo progetto è stato concepito insieme ai comitati per l’autonomia – afferma la Frontini – ho vissuto l’Europa, quindi so cosa significa la sussidiarietà. Credo nell’autodeterminazione dei popoli, questo progetto nasce così. Essere all’interno del Comune di Viterbo deve rappresentare un’opportunità, non una schiavitù”.
Rotta Comune è la lista civica dei cittadini delle frazioni: chiunque abbia a cuore il destino di Bagnaia, di Grotte, di San Martino, di Roccalvecce, di Sant’Angelo, di Fastello e di tutti i territori decentrati non può che votare Rotta Comune. Gli eletti tuteleranno il bene dei Paesi, fuori dalle vecchie logiche di partito che fino ad oggi hanno costretto all’immobilità i vari delegati.
Rotta Comune per Chiara Frontini sindaco
Riceviamo e pubblichiamo – Filippo Rossi punta in alto e scommette su Piazza del Comune. Sabato 11 maggio, una grande manifestazione a sostegno del Progetto di Città del candidato sindaco della lista Viva Viterbo.
Alle 21, “Per cambiare, cambia”. Idee e progetti per costruire il futuro di Viterbo, al servizio dei cittadini. Interverranno anche il candidato vicesindaco e assessore alla crescita economica Claudio Margottini e l’assessore alla cultura di Rossi Alfonso Antoniozzi.
“Puntiamo a vincere le elezioni – ha detto Rossi – sicuri di farcela. Viterbo deve poter scegliere e cambiare, perché in questi anni è stata portata sull’orlo del baratro: culturale, economico, sociale. Una città sempre più povera e vuota. Una città che ha bisogno di un progetto per guardare al futuro con serenità e speranza. Un futuro che va costruito fin da subito.
Adesso o mai più. Sabato saremo in piazza per questo. Con tantissime persone, come quelle che in questi giorni stanno continuando a firmare l’appello a sostegno della nostra lista. Più di quanti ne potessimo immaginare. Saremo in piazza – prosegue il candidato Sindaco di Viva Viterbo – per vincere, non per avere contentini, come quelli concessi o regalati in questi anni. Noi non abbiamo voluto fare alcuna alleanza e non faremo apparentamenti neanche in caso di ballottaggio.
Noi puntiamo a governare entrando per la porta principale, quella delle elezioni e del voto dei cittadini. Perché la nostra città ha bisogno di persone nuove che sappiano investire sulle sue vere risorse – cultura, turismo, mondo della società civile – coscienti della loro forza e di ciò che Viterbo può diventare.
Di ciò che Viterbo, a causa delle passate amministrazioni e di un’opposizione all’acqua di rose, non è mai stata. E avrebbe potuto esserlo già da un bel pezzo. Una città – conclude Rossi – che abbia un ruolo di primo piano a livello nazionale. Ed è per questo che invitiamo tutti a venire a piazza del Comune sabato sera ad ascoltare il nostro progetto di città”.
Viva Viterbo
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