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Elezioni 2013 - Paolo Barbieri (FondAzione): "Basta con le promesse da marinaio" - Alvaro Ricci (Pd): "Daremo spazio al tema energetico" - Carlo Mancini: "Ho rotto con Lega federalista perché non voglio più sostenere Marini" - Mancinelli (Pdl): “Open data” e “E-Democracy” le nuove frontiere della modernità - Immodino (Solidarietà cittadina): "A chi interessa davvero la città?" - Boco e Volpi (Pd) sulle antenne

L’attività dei candidati alle comunali di Viterbo

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Maria Immordino

Maria Immordino 

Carlo Mancini

Carlo Mancini

Alvaro Ricci (Pd)

Alvaro Ricci (Pd)

Paolo Barbieri

Paolo Barbieri

Riceviamo e pubblichiamo – La notizia sulla decisione presa da questa amministrazione in merito allo spostamento dell’antenna da Magnugnano al Campo Sportivo rende surreale la storia delle antenne telefoniche installate a Grotte S. Stefano ma dimostra la natura di una amministrazione orientata al proprio interesse politico di parte e non al benessere dei cittadini.

Per comprendere l’intera vicenda si deve partire dal 2006, quando dopo molte contestazioni, il Comune concedeva ad un primo gestore  l’installazione presso il campo sportivo di Grotte Santo Stefano di una antenna per la telefonia mobile, durata della locazione fino al 31 dicembre 2012 con un canone annuo di € 20.000; locazione rinnovata nel maggio 2012 fino al 2018, con canone annuo scontato, di soli 15.000 euro.

Intanto nel giugno 2011 una seconda società presenta la richiesta per l’ampliamento dell’antenna esistente, i lavori vengono eseguiti e forse viene allacciata in rete, mentre il Comune tace.

Risultato complessivo: un gestore € 20.000 all’anno, due gestori € 15.000, assurdo.

Come se tutto questo non bastasse nel dicembre 2012 un terzo gestore presenta istanza per l’installazione di una stazione radio nel quartiere di Magugnano, ovvero un’antenna su un traliccio di 30 metri d’altezza in una zona con alta densità abitativa.

A questo punto, di fronte alla rabbia dei cittadini ed alle loro proteste, anche per la proprietà del luogo prescelto per l’installazione, l’amministrazione comunale s’inventa il trasferimento dell’impianto presso il campo sportivo. Dichiara l’assessore Ubertini: Insieme al sindaco Marini e all’azienda telefonica abbiamo concordato la collocazione dell’antenna fuori il centro abitato e cioè presso il campo sportivo della frazione viterbese – Soluzione già individuata in precedenza in occasione di una richiesta analoga. Nei giorni scorsi ci siamo recati sul posto per un sopralluogo….”

La soluzione trovata, per togliere dall’imbarazzo l’amministrazione comunale ed i suoi portabandiera, è quella di posizionare un’altra antenna, la terza, nel campo sportivo.

Evidentemente gli amministratori del comune di Viterbo nel visitare il campo sportivo, questo luogo così adatto alle antenne, “fuori dal centro abitato”, lo hanno fatto voltando le spalle ai tantissimi ragazzi e bambini che lo frequentano con la scuola calcio, agli abitanti delle palazzine Via Pietrafitta, Via Ferento, Via Puglia, delle abitazioni della zona del “Casone”, della lottizzazione Quadrifoglio, ai ragazzi della Scuola Media distante circa 300 metri.

Questa decisione è solo l’estremo tentativo di una amministrazione, e dei suoi rappresentanti che non pensano ai reali interessi dei cittadini ma solo al tornaconto politico, per cercare di dare l’illusione di risolvere un problema creato dalla incapacità di definire un regolamento per l’installazione delle antenne nei centri abitati e dalla maldestra gestione dei suoi rappresentanti.

Considerando anche i non brillanti risultati con gli incassi del canone– ci aspettiamo lo sconto sul canone “3 antenne al costo di mezza” – è nostro dovere preoccuparci non di quanto si potrà incassare, ma soprattutto del benessere dei nostri concittadini ed allora chiediamo le antenne lontane da Grotte !

Il 26 e 26 maggio i cittadini di Grotte hanno l’opportunità di liberarsi non solo delle antenne ma anche di questa amministrazione e dei suoi rappresentanti che hanno saputo solo voltare le spalle ai nostri cittadini.

 Augusta Boco – Marco Volpi
I candidati del Partito Democratico


 

Riceviamo e pubblichiamo –  Quante liste! Quanti candidati! Quanti simboli! Quante promesse!

Tutti nati in questi ultimi tempi, come funghi, in occasione delle elezioni comunali. La domanda sorge spontanea: “ A questi candidati importa davvero dei problemi di Viterbo?”

A qualcuno sì, no di sicuro ai partiti tradizionali altrimenti la nostra città non si troverebbe nel degrado e nell’immobilità economica e culturale nella quale si trova per loro colpa e inefficienza.

E le nuove liste nate per l’occasione? Di alcune non ci si può fidare visto che sono di appoggio alle liste dei partiti principali e perciò sono la stessa cosa, liste-civetta mascherate, nel tentativo di ingannare gli elettori, come quasi tutti i politici di professione sono soliti fare. Quante promesse elettorali ci avvolgono in questo periodo! Con noi Viterbo diventerà la prima città del Lazio, con noi d’Italia, noi potenzieremo la ferrovia, noi svilupperemo il termalismo, noi il centro storico….

Ma la politica cos’è diventata? Un prodotto da piazzare come un tappeto o un elettrodomestico e da acquistare in base alla migliore offerta? Io penso che la politica sia ben altra cosa. So che gli elettori viterbesi non si faranno abbagliare dai colori, dall’abbondanza di mezzi pubblicitari e da promesse mirabolanti, ma sceglieranno un modo nuovo di concepire e fare politica e persone affidabili, ( ce ne sono, cercateli) evitando i responsabili dell’attuale situazione e i candidati dell’ultima ora che, al di fuori delle elezioni, non si occupano mai di Viterbo e delle sue necessità.

Maria Immordino – Solidarietà Cittadina

 


 

Riceviamo e pubblichiamo – Spazio alla cittadinanza nel programma elettorale del Pdl per i prossimi cinque anni. Spazio vero: non una formulazione di massima.

Il cittadino potrà effettivamente decidere insieme ai politici eletti come gestire la propria Città. Cittadini e Politici insieme, è la formula che contraddistingue un ente moderno, un ente che prima di decidere, ascolta quali sono i bisogni della propria cittadinanza, raccoglie le sue proposte, le sue indicazioni, anche le sue lamentele, e sulla base di esse programma l’attività di anno in anno, pianifica lo sviluppo del territorio a lungo termine.

Il programma elettorale diventa allora solo una base di partenza poiché durante il governo dell’ente il cittadino, che si è già espresso con il voto al momento dell’elezione, può continuare a farlo, somministrando quotidianamente all’organo politico le indicazioni per la programmazione di medio e lungo termine. Quali servizi offrire, con quali modalità, quali obiettivi perseguire, quali modificare, come sono cambiati i bisogni e gli scenari rispetto all’inizio del mandato: saranno i cittadini a dirlo al Comune che sarà così sempre adeguato alle loro aspettative. Tutto ciò sta già avvenendo in altri comuni che stanno sperimentando le nuove frontiere della modernità nel campo della pubblica amministrazione.

Oggi un comune non deve solo assicurare la regolarità amministrativa dei propri atti, ma deve essere efficiente ed efficace, cioè saper rispondere in misura ottimale a ciò che gli chiede la cittadinanza e saper utilizzare in maniera virtuosa le risorse a sua disposizione. Un percorso di modernizzazione che il Pdl ha iniziato al Comune di Viterbo redigendo per la prima volta nella sua storia un bilancio partecipato con il quale i cittadini hanno deciso l’opera pubblica da realizzare con alcuni fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio.

Trasparenza e partecipazione, in una sola parola: modernità, un percorso che vogliamo proseguire in futuro, nell’ambito di tutte le innovazioni previste dalla riforma della pubblica amministrazione, affinché il Comune di Viterbo sia un Comune non solo efficiente nell’impiego dei soldi pubblici, ma realmente utile ai suoi cittadini, che sappia rispondere alle loro esigenze immediate e disegnare per gli anni futuri una Città uguale a quella che loro desiderano.

Un dialogo a doppio senso di marcia: Comune cittadino; cittadino Comune, che non termina con la chiusura della campagna elettorale, ma continua quotidianamente per i giorni e gli anni futuri. Il Comune diffonde al cittadino tutte le informazioni e i dati sull’attività che svolge, attivando un portale telematico, e la cittadinanza risponde manifestando la propria idea, dicendo al Comune se sta andando sulla strada giusta per soddisfarli veramente o c’è qualcosa da cambiare, e nel fare ciò, giorno dopo giorno si verrà a definire il modello di Città che ogni viterbese desidera.

In questo modo i cittadini potranno esercitare un controllo sociale, non solo sull’aderenza degli obiettivi perseguiti dal Comune rispetto alle loro esigenze espresse, ma anche segnalando eventuali disservizi e dando elementi al Comune per intervenire sulle prestazioni effettuate quando si rapporta con il cittadino e il territorio.

Tutto ciò è possibile, e alcune città lo stanno già facendo, nell’ambito di una cultura organizzativa e gestionale in profonda trasformazione rispetto al passato, dove trovano sempre più spazio le figure dei manager accanto a quelle dei burocrati, e che si sta affermando anche grazie alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, oramai ampiamente testate con successo sulla possibilità di attivare delle grandi reti telematiche dove lo scambio di informazioni è totale e immediato sia nella quantità di dati trasferiti sia negli interlocutori partecipanti.

Questo grande progetto di mettere il governo della Città nelle mani dei cittadini, di averli al proprio fianco nel riscontrare la bontà o meno degli interventi attuati sul territorio, grazie alla tecnologia, alla rete e a una nuova cultura gestionale orientata ad un modello aperto di amministrazione, è stato recepito nel programma elettorale del sindaco uscente, Giulio Marini, e sintetizzato in due parole: “Open data” e “E-Democracy”, le nuove frontiere della modernità che stanno rivoluzionando la gestione pubblica in termini di trasparenza e democrazia partecipata. Con il portale di dati aperti che il Comune metterà a disposizione dei cittadini, questi potranno formarsi un giudizio sull’operato degli amministratori comunali, mentre quest’ultimi potranno raccogliere le loro opinioni per conoscere le posizioni della cittadinanza al riguardo e impostare la programmazione delle attività e dei servizi secondo i bisogni e le esigenze rilevate.

Visitando le varie zone della mia Città per questa campagna elettorale ho potuto constatare come i cittadini siano veramente attivi e interessati a intervenire per migliorare l’attività del Comune. Segnalano disfunzioni nei servizi, fanno proposte, lanciano idee. Torno quindi ad affermare che sono loro la vera risorsa, queste persone che abitano e vivono la Città.

Una risorsa che non andrà sprecata, poiché grazie a queste due progetti inseriti nel nostro programma elettorale, la voce dei cittadini diventerà un elemento essenziale della programmazione operativa e della pianificazione strategica che si disegna nelle stanze dei bottoni di ogni amministrazione all’inizio di ogni anno, una stanza che sarà aperta alla cittadinanza, in linea con i modelli di governance più avanzati su cui ci sta spingendo la riforma in atto in Italia e in altri paesi e rispetto alla quale non vogliamo certo restare indietro.

Tiziana Mancinelli
Candidata al Consiglio Comunale di Viterbo Popolo della Libertà


 

Riceviamo e pubblichiamo – Cinque anni di amministrazione Marini sono stati sufficienti per capire che è necessario fare cambiare rotta alla città di Viterbo. La rottura con Lega Federalista è dovuta a questa mia profonda convinzione, che condivido con tutte le persone a me vicine e con tantissimi viterbesi.

Comprendo che i giornalisti debbano fare il proprio lavoro ed è giusto che sollevino elementi rilevanti di interesse pubblico. Comprendo che il mio passaggio da Lega Federalista al Partito Democratico rientri tra questi e al tempo stesso ritengo opportuno spiegare le ragioni delle mie scelte.

E’ nota la mia passata appartenenza a Lega Federalista ed è anche noto che all’interno di quel movimento ho ricoperto l’incarico di responsabile dei giovani. Altra notizia è che, ancora oggi, gran parte di quei ragazzi è con me. Questo perché tutti eravamo confluiti in quel partito con la speranza di poter fare qualcosa per la nostra città.

Lo avevamo fatto, tra l’altro, in un momento in cui Lega Federalista si stava distinguendo per una posizione piuttosto autonoma e di critica costruttiva all’amministrazione Marini. Ricordate il caso Itet e le posizioni prese in consiglio comunale?

Personalmente sono uscito dal partito, portando con me diversi giovani, perché non potevo condividere la scelta di appoggiare nuovamente Giulio Marini. Un sindaco che ha dato prova di immobilismo e che riconsegna, dopo cinque anni di mandato, una città ancora più fragile di come l’aveva ereditata.

Anche Giovanni Adami è uscito dal movimento e attualmente è il candidato sindaco di Fiamma Tricolore. Anche l’ex assessore Fattorini, entrato in rotta di collisione col sindaco, è uscito da Lega Federalista.

La mia decisione è maturata sulla profonda convinzione che Viterbo ha in primo luogo bisogno di cambiare, di mettere in circolo aria, idee e persone nuove. Non è lo stesso Marini ad appellarsi al tema del cambiamento nel suo noto spot “per cambiare non cambiare”?

In maniera molto più semplice e logica di quanto fa il primo cittadino uscente ho voluto continuare il mio giovane percorso politico in modo lineare e meno psicologicamente contorto. Per cambiare ho deciso di cambiare davvero.

Carlo Mancini
Partito democratico a sostegno di Leonardo Michelini


Riceviamo e pubblichiamo – Impostare un discorso programmatico sul tema dell’energia. L’organizzazione efficiente su questo fronte permetterebbe al Comune di Viterbo di effettuare importanti tagli di spesa per gli anni a venire e al tempo stesso generare capitale da investire per progetti di rilancio lavorativo ed economico della città.

Come partito democratico stiamo lavorando da un po’ all’acquisizione di conoscenze in questo campo. Personalmente ho avuto diversi incontri con esperti di quelle che in gergo tecnico si definiscono smart city ossia città intelligenti, capaci di ridurre i consumi e migliorare la qualità dei servizi e della vita di chi le abita.

Ripensare la città con l’obiettivo di renderla più efficiente è uno dei punti centrali del progetto della coalizione che sostiene Leonardo Michelini sindaco. Per perseguire questo obiettivo occorre affidarsi a precise professionalità o attivarsi per individuarle e formarle all’interno del personale già in forza al Comune. La prima cosa da fare, per dare un segnale concreto e innescare un processo di cambiamento, è la nomina di un manager dell’energia del Comune.

Il manager dell’energia del Comune è una figura incaricata di studiare la situazione attuale della città, dove un simile lavoro in questi anni non è mai stato compiuto con fermezza, e sviluppare una strategia di risparmio e produzione di energia. Come? Facendo diventare “verdi” gli edifici di proprietà dell’amministrazione, agendo sull’aumento di efficienza dell’illuminazione pubblica e individuando azioni volte a produrre energia alternativa (fotovoltaica, geotermica, ecc.) che il Comune può immettere in rete e quindi trasformare in denaro.

Occorre un piano per attuare una riqualificazione energetica degli edifici comunali, capace di renderli esempi virtuosi visibili a tutti i cittadini. Occorre sviluppare un’illuminazione intelligente.

Ad esempio, l’illuminazione delle strade periferiche dovrebbe modularsi in base al passaggio, o meno, di veicoli e/o di pedoni, rilevabili da sensori e telecamere. L’Enea vanta una esperienza notevole in questo campo, e potrebbe essere coinvolta. A chiudere il cerchio un piano per l’istallazione dei pannelli fotovoltaici, capaci di produrre energia per alimentare le strutture comunali e capitalizzare il surplus immesso in rete.

Una Viterbo migliore è a portata di mano, possiamo costruirla avvalendoci di conoscenze e prospettive che fino a oggi sono state ignorate. Esistono città che già stanno raccogliendo i frutti di simili interventi. Non servivano geni, bastava copiare. Evidentemente l’amministrazione Marini non ha avuto neanche la forza di prendere questa decisione.

Alvaro Ricci
Partito democratico per Leonardo Michelini sindaco


Riceviamo e pubblichiamo – Promesse da marinai. E’ quanto si respira durante questa campagna elettorale. Siamo partiti dall’aeroporto, che non si farà mai, per arrivare, in questi giorni, a prendere decisioni contrarie alla linea che si è tenuta fino a ieri, oltre a promettere stanziamenti miracolosi.

E’ di ieri la delibera che autorizza i locali notturni all’apertura oltre l’orario prestabilito. L’allargamento della fascia d’ orario, guarda caso, viene autorizzato proprio in campagna elettorale. Naturalmente favorisce alcuni, a discapito di quelli che vivono nel centro storico.
 Ma questo non è niente. Che dire dello stanziamento di un milione di euro per le strade, che non sono state asfaltate fino ad oggi? Dov’erano quei soldi? E se ci sono perché non sono stati utilizzati i mesi scorsi, laddove sarebbero potuti iniziare i lavori senza aspettare il sopraggiungere del maltempo?.

Ci domandiamo che senso ha permettere a un privato di estrarre l’acqua al Bagnaccio; tutti conosciamo la relazione presentata dal professor Piscopo, in cui viene spiegato chiaramente che non è opportuno procedere a perforazioni che causerebbero solo danni alla falda acquifera. Anche questo può servire per la campagna elettorale? Per agevolare chi? Sempre in tema d’ambiente, fa riflettere la questione dell’antenna che avrebbe dovuto essere installata nella frazione di Magugnano, e la notizia di ieri che non verrà più installata: ci chiediamo chi l’avesse autorizzata.

La campagna elettorale non è tale senza il tormentone “posti di lavoro”. E qui torna a mente l’aeroporto e tutto il lavoro che, a detta degli amministratori, avrebbe portato con se; questa volta però la posta in palio sembrerebbe essere il Mc Drive che sta per essere costruito fuori Porta Faul.

Non è giusto approfittare dell’apertura di un’attività privata per favorire la propria campagna. Naturalmente ci auguriamo che l’attività porti comunque lavoro, il guaio è far pensare alla gente di poter assicurare un’occupazione. Mi hanno detto che s’è giocato sui destini degli elettori anche in questo senso; se fosse vero, spero che i miei colleghi si ravvedano.

Per concludere la questione dell’Imu. Sono d’accordo con il nostro sindaco, che è stato puntuale a manifestare il suo dissenso: anche io credo possa essere eliminata. Ci domandiamo se, contestualmente all’abolizione della medesima, non venga in mente di aumentare l’addizionale Irpef comunale. Per non parlare poi della Tares, di cui potrebbe esserci un aumento dello 0.30%.

Tutto questo per i cittadini, è bene che le cose fattibili vengano dette in modo chiaro e che le promesse invece non rimangano chimere.

Paolo Barbieri
Candidato consigliere comunale per FondAzione


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9 maggio, 2013

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