![]() L’Unione musicale ricorda il maestro Rivoglia ![]() L’Unione musicale ricorda il maestro Rivoglia ![]() L’Unione musicale ricorda il maestro Rivoglia |
Riceviamo e pubblichiamo – Un omaggio, fatto di ricordi e musica. Un omaggio, fatto di emozione e commozione. Un omaggio, fatto di orgoglio e nostalgia infinita. Un omaggio fatto col cuore, da parte di un coro che in modo chiaro e tangibile ha dimostrato l’amore straordinario che lo ha sempre legato al suo maestro.
“A Vincenzo”, un titolo semplice e immediato per la cerimonia che si è tenuta ieri sera nella sala regia del Palazzo dei Priori di Viterbo. Un omaggio che l’Unione Musicale Viterbese “Adriano Ceccarini” ha voluto rendere al suo maestro, musicista e compositore di Ischia di Castro, direttore dell’ensemble vocale viterbese dal 1979, Vincenzo Rivoglia, che ci ha lasciato lo scorso 4 aprile.
E proprio ieri, 24 maggio, nel giorno del suo compleanno, il coro ha voluto ricordare il maestro. Un omaggio alla figura di questo uomo straordinario che rimarrà per sempre nel cuore di chi ha avuto il privilegio d’incontrarlo. Un omaggio a quella passione disincantata e concreta per la musica che Vincenzo è riuscito a trasmettere ai suoi cantori. Un omaggio al legame che si è stabilito con i suoi coristi. E un omaggio ad un grande musicista, un compositore di talento che ha lasciato un patrimonio musicale immenso.
Dell’arte, del linguaggio e dello stile di Vincenzo ha parlato don Roberto Bracaccini, che per tanti anni ha collaborato con il coro Ceccarini e che ora è il diretto e naturale erede del maestro Rivoglia. L’unione musicale viterbese, ieri al suo debutto in pubblico con il nuovo direttore, ha voluto nominare presidente della corale la signora Maria Mareschi Rivoglia, che succede in questa sua nuova carica al commendator Massimo Natili, presidente del coro dagli anni ’80.
E ieri, in questo omaggio a Vincenzo, è stata proprio la sua musica a prendere, prorompente, la parola. Il coro ha eseguito alcune composizioni del suo maestro. Poche, emblematiche pagine che racchiudono tutta la grandezza del suo talento. “Ora cercheremo di far conoscere i suoi lavori – ha spiegato Roberto Bracaccini – Vincenzo ha lasciato tantissima musica, di tutti i generi, dai mottetti ai madrigali, alle composizioni di polifonia sacra e profana, ai brani per organo. Un compositore prolifico come pochi, che scriveva continuamente musica. Accanto alle sue composizioni ha lasciato un patrimonio infinito di rielaborazioni di opere di altri autori, riviste, armonizzate e rilette con quel suo stile inconfondibile”.
Don Roberto, altro eccellente musicista e compositore sta mettendo ordine tra gli spartiti che Rivoglia ha lasciato. E’ stato anche creato un marchio “Eor”, edizioni delle opere di Rivoglia, che contrassegnerà i suoi lavori. Tra i tanti generi anche i canti gospel e spirituals che Rivoglia, con la sua arte attenta e puntuale, ha saputo trasfigurare e rielaborare per coro dando ad ogni pezzo una veste armonica nuova e originale. Proprio con uno spiritual “Everibody sing freedom”, intonato dal coro e accompagnato al pianoforte dal Maestro Ferdinando Bastianini, un altro grande amico dell’Unione Musicale Viterbese e di Rivoglia, si è conclusa questa serata fatta di emozioni, ricordi e musica.
Tra gli interventi, un video di Alfonso Antoniozzi, che ha dato l’avvio alla sua straordinaria carriera di cantante lirico proprio dal coro della Ceccarini. “Ogni volta che apro la bocca, quando mi trovo sui palcoscenici dei teatri ed emetto un suono – ha commentato il baritono Antoniozzi – non posso non ricordare Vincenzo che quando ero ancora un ragazzino mi ha fatto capire che quella sarebbe stata la mia strada”.
Una delle più vecchie leve del coro, il soprano Mariella Spadavecchia, ha ricordato invece il rapporto inscindibile, l’empatia, il feeling e la simbiosi totale che si erano stabiliti tra l’Unione Musicale Viterbese e il suo direttore. “Un unisono – è stato definito – tra Rivoglia e il suo coro”.
A ricordare Vincenzo anche il sindaco Marini che anni fa, quando era presidente della Provincia, aveva potuto apprezzare – durante un viaggio al Parlamento europeo insieme all’allora assessore provinciale alla Cultura Gianmaria Santucci – le qualità di Rivoglia, la sua umanità, la sua musica ma anche la sua arte culinaria. “Un grande amico – ha affermato – ma anche un eccellente cuoco”. Un artista che se ne è andato troppo presto. Un amico.
Un maestro, umile, che non ha mai voluto far conoscere fino in fondo la sua grandezza. Un musicista che è riuscito, con la sua profonda cultura e la sua immensa sensibilità a creare pagine musicali di gran pregio. Vincenzo vivrà nei ricordi di tutti noi. E vivrà per sempre attraverso la sua musica.
Unione Musicale Viterbese “Adriano Ceccarini”
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