![]() Michelini incontra casualmente Potito Salatto – foto pubblicata su Facebook |
![]() Andrea Marcosano, Umberto Fusco e Giulio Marini ![]() Filippo Rossi ![]() Un momento della staffetta di FdI ![]() La folla al comizio di Grillo ![]() Il Risveglio con la matita copiativa in mano ![]() Paolo Ferrero e Marco Prestininzi ![]() Gianmaria Santucci |
– Mumble… Mumble… Mumble… Difficile la vita per chi è di centrosinistra a Viterbo e ora si andrà a votare.
La campagna elettorale è stata per molti versi divertente. Ma deludente per chi si muove nell’area del centrosinistra che è stata invasa da uomini della destra doc. E snaturata, con un tradimento del proprio mandato politico. Come dire: l’autodistruzione di una tradizione senza colpo ferire. Il centrodestra si lecca i baffi.
Dicevamo, campagna elettorale divertente. Con metodi di propaganda nuovi per Viterbo. Basti pensare a CasaPound che se ne è venuta fuori con il quartiere dell’erotismo e il voto a loro favore della scultura il Risveglio al Riello. Chiara Frontini che ha puntato sulle sue competenze relative ai finanziamenti europei, sul territorio e ha messo in piedi da sola due liste. Santucci che ha puntato molto sui nuovi media, in particolare sui video on line, una volta tanto ben fatti, e sul Qr code. Filippo Rossi che ha abbracciato la città, riempito la voragine di piazza del Gesù di palloncini e messo in campo due pezzi da novanta in fatto di competenza come Alfonso Antoniozzi e Claudio Margottini.
E poi la spallata di Grillo che non solo conquista piazza del Comune, ma ha fatto irruzione nella campagna elettorale con la forza delle sue argomentazioni potenti e assolutamente penetranti. Anche Fratelli d’Italia ha dato spettacolo usando una mega bandiera italiana a più riprese e ha portato l’ex ministra Meloni.
Più tradizionale la campagna elettorale di Pdl, Pd, Rc, Fiamma tricolore, La mia Tuscia, Insieme per il territorio, Solidarietà cittadina, La destra, Sel.
Divertenti anche i flop dei confronti tra candidati. Fare un confronto con 14 candidati è a dir poco bizzarro. E ovviamente nessuno ci è andato.
Ci sono state poi le gaffe di Michelini. Dalla prima conferenza stampa in cui aveva annunciato l’appoggio di Gigli e Zucchi. Il massimo per un candidato del centrosinistra. Per finire con l’incontro elettorale con Potito Salatto. Roba da marziani della politica. Ma insomma nel centrosinistra questo passa il convento gestito da Fioroni, Sposetti e Gigli e con la partecipazione speciale delle suorine di Sel. Incredibile. Non lo raccontate fuori da Viterbo, tanto nessuno vi crederebbe. Ma ve lo immaginate Vendola che fa un incontro elettorale con Potito Salatto? O che fa un’alleanza con chi candida uomini di destra-destra?
Ma gli orfani di Sel almeno hanno due possibilità a sinistra-sinistra: Prestininzi per Rifondazione e Daniele Cario per Solidarietà cittadina. Due candidati sindaco più che stimabili.
Nello sfascio del centrosinistra una sola voce erede di una grande tradizione. La voce di Serra e Mancinelli, che, unici, hanno alzato la testa senza paura e hanno detto la loro sul caso Salatto. Subito dopo l’improbabile e comico comunicato unitario di tutti, meno i renziani. Quando si dice la battaglia per le poltrone purché siano.
Va detto: con Serra ci sono stati livelli di fiducia a fasi alterne. Ci si è ritrovati nell’alveo renziano. Vale a dire, per essere precisi, nel grande fiume della sinistra democratica anglosassone. Per essere ancora più chiari ci si è ricollegati a quel filo rosso che parte da Piero Gobetti e quel genio assoluto che è stato Carlo Rosselli col suo formidabile e bellissimo Socialismo liberale.
Beh va detto che non abbiamo compreso una certa acquiescenza di Serra e i suoi a dar vita a questa bizzarra alleanza sedicente di centrosinistra in salsa di destra. Ma va anche detto che Serra alzando la testa s’è ampiamente riscattato. E rimane l’unica speranza per ricostruire un centrosinistra moderno a Viterbo, che batta il centrodestra non facendo una campagna acquisti. Non snaturando sé stesso. Ma dando vita a un centrosinistra rifondato, come esiste in tutta Europa.
Anche la scelta di Serra è stata una delle cose che ha segnato questa campagna elettorale. Una delle cose che ha portato consolazione in questo disastro voluto dalla triade col placet di Sel. Come dire: “Che ho a che fare io con gli schiavi?”.
Ora si attende il voto e poi il risultato. Basta voto di scambio. A chi vi chiede il voto dite sempre sì, ma poi nel segreto dell’urna votate le persone che hanno capacità, che stimate, che pensate possano risollevare le sorti di questa città dimenticata dagli uomini e da dio. Lo ripetiamo: votate chi stimate e chi può dare un futuro ai nostri figli.
Non date retta a chi vuole la restaurazione e tornare a trenta anni fa quando portava voti all’andreottiano Vittorio Sbardella, detto lo squalo. A chi ha disintegrato il futuro nostro e dei nostri figli.
Basta, veramente basta. Non credete a chi vi dice che ha già vinto, per vincere ha bisogno del vostro voto. Se non glielo date non vince. Basta essere sudditi, diventiamo tutti cittadini.
Fategli una sorpresa. Già si sono divisi le poltrone e le poltroncine. Proprio come avevano fatto a livello nazionale. Salvo poi far comandare Berlusconi.
Carlo Galeotti







