– Taglio dei finanziamenti ai partiti, oggi dovrebbe arrivare la proposta in Parlamento e se il tesoriere Pd Misiani annuncia 180 persone in cassa integrazione, Ugo Sposetti va all’attacco dell’esecutivo: “Così – spiega in un’intervista al Corriere della Sera – resteranno a casa quelle persone che fanno le pulizie o rispondono al telefono, con stipendi da mille euro al mese”.
Sul perché la politica si occupi ora dei tagli, il parlamentare viterbese ha le idee chiare: “Sono settimane che la politica non riesce a dare risposte al destino di migliaia di disoccupati – dice Sposetti – il Paese si aspetta proposte di sviluppo economico e notizie sull’apertura di nuovi cantieri, ma la politica non riesce a dare risposte.
E allora cosa fa la politica quando non riesce a dare risposte? Occupa le prime pagine dei giornali in modo alternativo, avviando il dibattito sui matrimoni gay o se la prende coi partiti, stavolta annunciando il taglio dei finanziamenti”.
Che c’è già stato: “Lo scorso luglio – ricorda Sposetti al cronista del Corriere – il Parlamento aveva dimezzato le risorse ai partiti, da 182 milioni a 91. In base a questo le formazioni politiche hanno sottoscritto contratti coi fornitori, rinnovato contratti di collaborazione e adesso il Governo cosa fa?
Non riesce a dare risposte al drammatico problema del lavoro e in compenso taglia altri soldi ai partiti e manda a casa decine di persone”.
Non tutte, però: “Non se ne vanno a casa quelli che viaggiano con l’auto blu – spiega Sposetti – a restare senza lavoro sono quelli che guadagnano tra mille e 1500 euro, fanno le pulizie o rispondono al telefono o scrivono comunicati”.
Per Sposetti non è l’Italia il paese coi costi più alti della politica: “In Italia si destina un euro e 52 centesimi ad abitante – osserva Sposetti – in Francia sono 2,45, in Spagna 2,84 e in Germania 5,64 euro.
Amo la democrazia e difendo i partiti, se gli togliamo i soldi rimarranno solo i ricchi e quelli che hanno tv e giornali”.
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