(g.f.) – Di nuovo acque agitate dentro Talete.
Ieri l’assemblea dei soci, ovvero i sindaci dei comuni che ne fanno parte, è stata chiamata ad approvare il bilancio.
Passaggio delicato, che nonostante la protesta d’alcuni rappresentanti, a cominciare dal primo cittadino di Tarquinia, è comunque stato approvato.
Ma non è stato l’unico scoglio su cui i soci sono inciampati.
All’ordine del giorno c’è da tempo la sostituzione del consigliere Curti (quota Pd), dimessosi e mai rimpiazzato. La nomina spetta ai soci, che finora però non si erano espressi.
Almeno fino a ieri, quando a sorpresa è stato fatto il nome di Paolo Piciucchi. E’ stato in quel momento che Mauro Mazzola, sindaco di Tarquinia, si è alzato e se n’è andato, senza votare. E con lui anche i colleghi di Marta e Valentano.
“Me ne sono andato – spiega Mazzola – ho chiesto come questo nome sia uscito fuori, pare che ci sia stata l’altra sera una riunione di partito e hanno chiesto ad alcuni sindaci se poteva andare bene come nominativo.
Io e altri sindaci non siamo stati contattati. Non sarà ora di cominciare a cambiare sistema?”.
Alla fine Piciucchi comunque è stato eletto, essendo in seconda convocazione all’assemblea non servivano maggioranze qualificate.
Sul nome di Piciucchi, stimato ingegnere, il Pd si è comunque di nuovo diviso. E’ stato dirigente nel Siit e soltanto per pochi giorni di Talete. Quindi nel settore ha già operato e conosce bene la materia.
Solo che Piciucchi contro Talete ha intentato tempo fa una causa, definita in tribunale a suo favore, con un risarcimento che si aggirerebbe sui duecentomila euro.
E se da una parte all’interno del Partito democratico c’è chi come Mazzola ha criticato il metodo e il mancato coinvolgimento, fra sindaci extra Pd qualcuno si è chiesto il perché di una simile scelta, legittima e corretta, ma forse sotto un profilo formale, insolita, proprio per via del contenzioso.
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