(g.f) – Scende in piazza la città che: “Quando s’incazza non ce n’è per nessuno”. Parola di Alfonso Antoniozzi. Scende in piazza la città dei pazzi: “Tanto pazzi da scegliere piazza del comune, questa piazza, dove non ci verrà più nessuno”. E se lo dice Filippo Rossi c’è da crederci (fotocronaca).
Ieri sera il comizio 2.0 di Viva Viterbo. Scelta impegnativa. Lo spazio tra palazzo dei Priori e la prefettura è grande, riempirlo un’impresa e alla fine secondo le forze dell’ordine ci sono cinquecento viterbesi venuti ad ascoltare viterbesi.
Nessun ospite speciale spedito da Roma, a metterci la faccia sono i candidati della lista civica, ma anche simpatizzanti. In piazza ci sono le bandiere e c’è pure un giornale, tiratura unica. Sul quel palco, per le luci, l’allestimento, potrebbe tranquillamente salire una rockstar.
Ci sale Alfonso Antoniozzi, che magari non sarà proprio rock, ma star un po’ lo è: “Viterbo è stata governata dagli stessi politici di sempre, stessa mentalità – spiega Antoniozzi – prima c’erano i militari, visti come corpo estraneo. Oggi vedo gli studenti e l’atteggiamento è lo stesso.
Ci accusano di non essere esperti, non avere politici in lista, ma se i politici sono responsabili di questo scempio, grazie a dio non abbiamo politici con noi”.
Poi un invito a uno scatto d’orgoglio: “Siamo la città del conclave, la città di Mario Fani che a centro metri da qui fonda l’Azione cattolica. Siamo la città di Petroselli, che va a Roma, batte Andreotti e diventa quel sindaco di Roma che ancora oggi è considerato il migliore.
Siamo la città dove una giovane di quattordici anni non si è arresa a Federico II e ogni anno il tre settembre passa da lassù in alto e ci dice di non arrenderci mai”.
Ma soprattutto: “Siamo quelli infinitamente migliori di chi ci ha governato finora”. La serata parte con un video di Lietta Granato per raccontare come nasce Viva Viterbo, quindi tocca a Maria Rita De Alexandris introdurre la serie d’interventi, partendo da Marco Biritognolo, candidato assessore alle periferie, poi Claudio Margottini, candidato vice sindaco: “E una grande soddisfazione – spiega Margottini – avere portato in piazza una parte di viterbesi qui con noi, ma per l’applauso aspettiamo il 28”.
Filippo Rossi è certo di portare il suo movimento al ballottaggio: “Questa non è la sera dei sogni – spiega Rossi – questa è la sera della realtà, delle cose che si possono fare sul serio e delle cose che non sono state fatte in questi anni.
E’ la sera dei conti in tasca alla città”.
La sera per dire, per cambiare cambia. “Perché la strada vecchia ci ha portato sull’orlo del baratro culturale, economico e sociale”.
Anche se ammette: “In passato ho votato questa gente, perché pensavo non ci fosse alternativa. Oggi mi candido perché non volevo essere costretto a rifare la stessa scelta sbagliata”.
O votare la novità più vecchia proposta dal centrosinistra: “Michelini, che per rinnovare Viterbo vuole farsi aiutare da ente come Gigli, Fioroni, Sposetti, Zucchi, Fattorini o Taglia. Noi vogliamo far crescere la città.
Se Viva Viterbo vincerà, significa che almeno il sessanta delle persone che arriveranno in consiglio comunale, lì non c’erano mai state.
Se vinceremo come credo, la squadra di governo di Viva Viterbo lavorerà per il bene comune come nessuno ha mai fatto prima”.
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