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Elezioni comunali 2013 - Incontro "Ortodossia erotica per un turismo elitario" - Casapound rilancia: da Viterbo potrebbe partire l'abolizione della Merlin contro lo sfruttamento

Un esercito di 500 prostitute in città

di Giuseppe Ferlicca
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L'incontro di CasaPound sull'erotismo

L’incontro di CasaPound sull’erotismo

Alessandro Scianca

Alessandro Scianca

Chiara del Fiaco

Chiara del Fiaco

L'incontro di CasaPound sull'erotismo

L’incontro di CasaPound sull’erotismo

Diego Gaglini, Alessandro Scianca e Chiara del Fiaco

Diego Gaglini, Alessandro Scianca e Chiara del Fiaco

– “A Viterbo ci sono circa cinquecento prostitute che operano in strada o in appartamenti. Siamo stati attaccati, ma il fenomeno è reale e in qualche modo va gestito”.

Diego Gaglini, candidato sindaco per CasaPound, dopo le polemiche successive all’intervista rilasciata a Tusciaweb sulle zone dell’eros a Viterbo, approfitta dell’incontro “Ortodossia erotica per un turismo elitario” organizzato dal movimento ieri sera da Schenardi, per replicare e precisare la posizione su un argomento che scotta.

“La prostituzione – continua Gaglini – lasciata così, è in mano alla criminalità e allo sfruttamento, senza considerare il degrado e l’assenza di ogni minimo controllo igienico e sanitario.

Ci hanno presi per pazzi, dicendoci che non conosciamo la legge Merlin. Sappiamo benissimo che un comune non può decidere le sorti a livello nazionale e non possiamo non tenerne conto, ma come CasaPound vogliamo essere faro di civiltà, un’avanguardia e per questo ne parliamo.

Altri candidati sindaci parlano di tutto, ma non di quello che hanno sotto gli occhi”.

Nessuna via del sesso o quartieri a luci rosse a Viterbo. L’idea di Casapound è un’altra: “Rimettere l’eros al centro della vita dei giovani e meno giovani – spiega Alessandro Mereu – non vogliamo trasformare Viterbo in una nuova Amsterdam o creare zone ghetto.

La nostra idea è più nobile: riscoprire l’eros, magari istituendo un premio letterario, ad esempio per la poesia erotica. Attireremmo turismo d’élite, ospitando festival del genere.

Il sesso paga, Milano ha una sua fiera con introiti clamorosi per un’iniziativa che trovo abbastanza squallida. Noi pensiamo ad altro”.

Un festival che parla ai giovani non a caso, a loro in particolare si dovrebbe rivolgere, per dare del sesso un’idea più “normale” un primo colpo allo sfruttamento della prostituzione.

Anche se il problema resta: “Da Viterbo – continua Mereu – può anche partire la proposta di smantellare la legge Merlin attraverso un referendum. Dobbiamo distruggere quei postulati che portano allo sfruttamento della prostituzione.

Non vogliamo sovvertire l’ordine legislativo nazionale, ma essere il primo comune che dia slancio a una vera rivoluzione erotica e sensuale che dal dopoguerra a oggi non c’è stata”.

La Merlin, una legge che ha chiuso le case, ma non ha risolto il problema, anzi: “Sono state abolite – spiega Alessandro Scianca, responsabile culturale CasaPound Italia – con argomentazioni moralistiche, ma il moralismo ha portato a quello che vediamo la sera per strada. Non si elimina il vizio, ma lo si fa proliferare in forma ipocrita”.

Con questa legge in vigore, un comune può fare ben poco: “Ci sono interventi – osserva Domenico Di Tullio, avvocato e autore del libro Nessun dolore – già intrapresi da alcune amministrazioni per vietare la prostituzione su strada.

In questo modo si delimita il fenomeno.

Con regolamenti e ordinanze si può impedire l’attività in una zona precisa. E’ un problema giuridico, ma anche etico”.

Stabilire dove non si può esercitare il mestiere è possibile, decisamente più complicato individuare aree dove è possibile. “Il confine tra possibilità e impossibilità legato alla norma Merlin è molto sottile. L’unica via è renderla possibile, ma senza agevolarla. Una sottile differenza verbale, difficile da percepire di fatto”.

All’incontro da Schenardi, anche Chiara del Fiaco che ha parlato della condizione della figura della donna dal dopoguerra a oggi.

Giuseppe Ferlicca


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20 maggio, 2013

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