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Elezioni comunali 2013 - Dodici candidati sindaco a confronto, tra ripicche, rimbrotti e rimpalli

“Un uovo è natura, una frittata è cultura”

di Giuseppe Ferlicca
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Diego Gaglini con Daniele Cario

Diego Gaglini con Daniele Cario

L'incontro dei candidati sindaco

L’incontro dei candidati sindaco

L'incontro dei candidati sindaco

L’incontro dei candidati sindaco

Andrea Scaramuccia con Flippo Ross

Andrea Scaramuccia con Flippo Ross

Michele Bonatesta e Giulio Marini

Michele Bonatesta e Giulio Marini

Giulio Marini e Leonardo Michelini

Giulio Marini e Leonardo Michelini

Chiara Frontini, Marco Prestininzi e Gianmaria Santucci

Chiara Frontini, Marco Prestininzi e Gianmaria Santucci

Ugo Biribicchi

Ugo Biribicchi

Gianluca De Dominicis

Gianluca De Dominicis

Chiara Frontini

Chiara Frontini

– Se tutto va bene, tanto per cambiare (non cambiare), siamo rovinati.

Quattordici candidati sindaco meno due si confrontato e subito si capisce che stavolta siamo davvero del gatto (fotogallery).

Chi fa i conti in tasca all’altro (Scaramuccia vs.  Bonatesta), chi (Michelini) dà del guascone a Santucci, perché: “La gente si è stufata di chiacchiere, sono anni che parli,  basta con la destra e la sinistra”.

Lui il problema l’ha risolto mettendo destra e sinistra tutte e due insieme. Ma evidentemente non dev’essere semplice tenerli uniti, se scatta così per un nonnulla.

All’Underground sono stati chiamati per parlare di cultura, ma c’è la processione del Santissimo Salvatore e giusto per rimanere in tema, Giulio Marini subito sfoggia la sua cultura: “La processione c’è dal 1300”. Prontamente viene ripreso da Michele Bonatesta: “No, dal 1300 è da quando partecipi tu”.

Sulle date non c’è accordo purtroppo: “Non sono longevo come te” replica il sindaco uscente.

Simpatiche divergenze. Quello che conta è essersi fatti un’idea chiara su cosa sia la cultura a Viterbo: serve per fare reddito, anzi no, è utile per la crescita dei cittadini.

Con la cultura si mangia, anzi no. Si digiuna. La cultura deve essere a uso e consumo dei viterbesi. Manco per sogno, i fruitori sono i turisti.

Santa Rosa è una grande manifestazione da promuovere, anzi no. E’ patrimonio della città. Chiarissimo.

Comunque, il portavoce candidato sindaco Gianluca De Dominicis, dopo l’incontro ha capito che grazie alla cultura si può anche bere. Parlarne fa venire sete e lui si è prodigato nel riempire i bicchieri ai colleghi. Dovesse andargli male, potrà intraprendere una brillantissima carriera di portavoce candidato cameriere.

La cultura del saper (s)parlare consente a Marini di rimanere nei cinque minuti previsti per ciascun candidato: quattro minuti e 59 secondi.

Gli rimane il tempo per salutare i familiari e tutti quelli che lo stanno ascoltando.

Fra questi non ci sono turisti esteri. Se ne accorge Marco Prestininzi che prontamente invoca: “Attiviamo il turismo estero”. Dove sta l’interruttore?

Filippo Rossi dichiara invece guerra a Vitorchiano: con la multisala ogni anno tre milioni e mezzo di euro se ne vanno a pochi chilometri da Viterbo. Ma Cario dissente: non si deve innescare una lotta tra comuni, purché sia il territorio a beneficiarne nel suo complesso.

Da Canepina ringraziano sentitamente, ma qualcuno gli spieghi che lui è candidato sindaco a Viterbo. Non gli devono spiegare, invece, che le premesse del suo programma sono molto simili a quelle di Casapound.

Glielo fa notare il candidato Diego Gaglini e Cario la prende molto bene. Si mette una corona d’aglio e si accerta che tra i suoi candidati ci sia un esorcista.

Da sottolineare il prezioso contributo di Filippo Rossi, che ha finalmente spiegato come un uovo è natura e la frittata è cultura. Citazione  più dettata dalla fame che da altro.

Andrea Scaramuccia, oltre a scandalizzarsi per l’intervento di Marini (che probabilmente ha sentito solo lui), fa i conti in tasca a Michele Bonatesta. Lui non gradisce e chiede di replicare per fatto personale. Confondendo l’Underground con il Senato.

Leonardo Michelini punta sulle fontane a fuso, in realtà si era preparato sul formaggio fuso. Poco male, alla fine a essere fuso è  il pubblico.

Ovviamente questo articolo è stato costruito con lo scopo di scontentare tutti i candidati sindaci che non si sono visti riportare i loro dotti interventi e soprattutto per avvalorare la tesi dell’ottimo Marco Prestininzi: “Le intelligenze sono distribuite a caso”. Non era questo il caso.

Da registrare infine uno strano fenomeno. Un collega giornalista è arrivato all’incontro con la barba appena tagliata.

Ne è uscito con la barba che toccava terra. Gli scienziati della Nasa, i tecnici del Cnr, l’ispettore Gadget e Nano Orso Capo sono al lavoro per dare una spiegazione all’incredibile fenomeno.

Giuseppe Ferlicca


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12 maggio, 2013

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