– Sabato 1 giugno debutta “Risvegli di Primavera” ultima produzione del Cut, Centro universitario teatrale “La Torre”, per la regia di Rolando Macrini.
Il Cut ha deciso di chiudere l’anno di lavoro, prima della pausa estiva, con un dramma dedicato al momento più delicato della nostra esistenza: l’adolescenza.
La fine dell’infanzia – rappresentata da uno squarcio lacerato e lacerante – la scoperta del mondo ipocrita degli adulti, i tabù inflitti dalla famiglia e dalla società, l’inevitabile conflitto tra natura e cultura, sono il substrato su cui si innesca il dramma che porterà a un fatale epilogo. Tratto dall’opera di Frank Wedekind “Risveglio di Primavera” (1891), il lavoro di Macrini affronta il testo con un linguaggio visuale e simbolico.
Il dramma viene reso totalmente attraverso la fisicità dei corpi che, come animati da un ordine gestaltico di figura e sfondo, diventano ora protagonisti, ora elementi scenografici capaci di interagire all’interno delle dinamiche sceniche.
In questo spazio, fatto di forme in continuo divenire, le ombre immobili dei grandi si proiettano sull’universo dei ragazzini, irrequieti come formiche prima dell’arrivo di un temporale.
Da una terza dimensione, a lato di tutto, arriva la musica, e giunge a noi, a volte lieve come una ninna nanna, a volte incalzante e insidiosa come il suono delle Sirene.
Tutto viene messo in discussione e nulla appare come realmente è.
Ogni personaggio cerca disperatamente di dare risposte ai propri dubbi e ai propri istinti. Lo scolaro Melchior, interpretato dall’attore Marco Neri e la quattordicenne Wendla, interpretata dall’attrice Teresa Sciarretta, trovano risposta alle loro domande attraverso l’esperienza diretta; l’amico di Melchior, Moritz, interpretato dall’attore Francesco Blasi, arriva alla conclusione di essere fuori posto e si suicida.
Un testo dal carattere controverso a causa dei temi trattati: il sesso, Dio, la morte, il sadismo, il suicidio, l’aborto, l’omosessualità, la critica al senso del pudore e all’ipocrisia dell’educazione, il crollo della fede in un aldilà, la censura.
Lo spettacolo, che prende vita sulle musiche orginali e interpretate dal vivo di Maria Laura Ronzoni e Sisto Feroli, accompagnerà il plot in divenire e in scena si alterneranno nei vari ruoli di adulti e adolescenti: Patrizia Conti (Signora Bergmann), Angela Cori (Thea), Luigi Cosimelli (Robert -Hans Rilow- Dott. Von Brausepulver – Knochenbruch), Alessandro D’Arcangeli (Otto – Georg – Sig. Gabor – Sonnenstich), Raffaella Fiumi (Signora Gabor), Elena Morosini (Martha), Benedetto Sacco (Hans Rilow – Robert – Sonnenstich).
Le scelte dei costumi sono state affidate a Raffaella Fiumi. Aiuto regia e organizzazione Valeria Pinzi.
Lo spettacolo verra presentato in anteprima con una lettura scenica venerdì 31 maggio, ore 17, all’interno della rassegna “Unicittà”, che si svolgerà a partire dalle 15 presso Santa Maria in Gradi.
Un ringraziamento particolare va a Lazio Adisu e all’Università della Tuscia per sostenere da sempre le attività del Cut di Viterbo.
Lo spettacolo è in memoria di Tonino Pulci, regista storico della compagnia, che nel suo passaggio terreno ci ha trasmesso un eterno amore per il Teatro.
L’ingresso è libero. Info facebook: Cut La Torre, cutlatorre@gmail.com, cel. 3474698861
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