(g.f.) – Chiusura all’arsenico per Leonardo Michelini.
L’ultima conferenza per il candidato sindaco del centrosinistra al ballottaggio prima del silenzio pre elettorale, la dedica alla sostanza contenuta nell’acqua e ai disagi che i viterbesi stanno affrontando e promette insieme al consigliere regionale Riccardo Valentini, tempi certi, almeno per capire come risolvere definitivamente la situazione.
“Entro l’anno – anticipa Michelini – dobbiamo dire ai cittadini qual’è la soluzione migliore per l’arsenico”.
Intanto c’è il ballottaggio da vincere e quindi: “Da lunedì pomeriggio – incalza Valentini – ci metteremo al lavoro col nuovo sindaco”.
Finora tutta la vicenda è stata affrontata, per Michelini, in modo improvvisato: “Si potevano trovare – osserva il candidato sindaco – soluzioni meno costose e più utili alla salute delle persone.
Si è sposata la tesi dei dearsenificatori, ma alternative c’erano. Al momento non ci sono altre vie, ma noi questa fase la vogliamo superare”.
Mettendo a regime le risorse del territorio.
“Esistono competenze – osserva Valentini – a cominciare dall’università, che ha strumenti avanzati per le analisi, in tempi rapidi e ad elevata accuratezza, superiore all’Arpa. Tutte queste informazioni non sono state messe in rete, è un vero peccato.
Stiamo lavorando con l’assessore Refrigeri per dare risposte all’emergenza.
Nelle zone con maggiore concentrazione, i dearseinificatori ci sono o sono in fase di collaudo, nelle altre sono state espletate le gare”.
Per il futuro: “Si può pensare all’adduzione idrica dal lago di Bolsena o dall’acquedotto Peschiera o alla miscelazione.
Mentre i dearsenificatori sono in funzione non si può stare con le mani in mano, gli impianti hanno una durata di sei anni e la loro manutenzione costerà quaranta milioni di euro. Cifra importante”.
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