Riceviamo e pubblichiamo – Il festival e la Fondazione Caffeina cultura non si toccano. Chi ha come obiettivo quello di distruggere queste due realtà, sappia che si sbaglia di grosso.
Festival e Fondazione sono un patrimonio per la città e al servizio della città. Una scelta di condivisione con Viterbo e i viterbesi. Una scelta evidentemente vincente dimostrata dalle tante richieste di adesione che continuano ad arrivare.
Una scelta che nasce da un percorso che in sette anni ha trasformato il festival in una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale. Non solo, ma nel corso del tempo è diventato uno straordinario luogo di aggregazione sociale grazie alla partecipazione di tantissimi addetti ai lavori, collaboratori e volontari.
A dimostrazione che la cultura è un valore aggiunto e un volano per l’economia del territorio. Nonostante Viterbo ospiti uno dei più grandi eventi culturali italiani e nonostante sia ormai diventato un vero e proprio volano economico cittadino, il festival di quest’anno è stato organizzato finora senza avere la conferma di un solo euro di finanziamento pubblico, mentre la fondazione vive grazie al contributo dei propri soci fondatori, sostenitori e benemeriti.
Il tutto con grandi sforzi e sacrifici da parte di tutta la struttura che ha preferito “stringere la cinghia” piuttosto che pregiudicare la qualità dell’evento contraendone l’investimento che, lo ricordiamo, è fatto nel solo ed esclusivo interesse della città e della sua crescita economica e culturale. Una struttura, sia quella della fondazione che quella del festival, i cui organi dirigenti non percepiscono alcuna retribuzione o gettone di presenza prestando la propria attività lavorativa a titolo volontario affinché la struttura stessa possa continuare il proprio operato.
Per quanto riguarda Giacomo Barelli, le sue dimissioni dal consiglio direttivo sono state rassegnate prima che il suo incarico da assessore fosse ufficializzato. Nessun mistero. Le piccole polemiche di questi giorni sono il segno che Viterbo, dal punto di vista della scommessa culturale, ha ancora molta strada da fare rispetto a città che hanno abitudini e fortune legate all’imprenditoria basata su strutture e organismi che hanno il compito di “costruire” cultura nelle loro comunità.
Infine ci tengo a chiarire che la fondazione sarà fedele agli obiettivi che si è prefissa e continuerà ad avere dialogo e collaborazione anche con chi in questi giorni ci sta attaccando.
Michele Pepponi
Presidente della Fondazione Caffeina Cultura
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