Riceviamo e pubblichiamo – Il tribunale per i diritti del malato intende farsi portavoce della volontà di Alessandro Evangelisti di rendere pubblico il disagio vissuto pesantemente nell’arco di diversi mesi durante i quali, per l’insieme delle sue patologie, ha ricevuto dagli operatori sanitari della Asl di Viterbo indicazioni specialistiche settoriali mai sfociate nella presa in carico da parte di alcuno.
Questi i fatti. Alessandro deve ridurre notevolmente il suo peso in vista di un trapianto di cuore. Questa è la condizione per accedere alla lista di attesa al policlinico San Matteo di Pavia dove potrà essere effettuato l’intervento.
La dieta alimentare, subito iniziata a casa, non porta che a risultati parziali: il dimagrimento richiesto è troppo impegnativo per essere svolto in maniera autonoma, ma raggiungere tale obiettivo è, in senso letterale, una ragione di vita.
Nel frattempo per il suo cuore sono necessari ulteriori ricoveri a Belcolle all’unità operativa di cardiologia, diretta da Luigi Sommariva. Anche in questa sede il signor Evangelisti manifesta la sua preoccupazione per il fattore peso che continua a rappresentare un ostacolo costante anche a causa del diabete e della ridotta capacità motoria.
Chiede di poter accedere a una residenza idonea alla sua patologia e fa richiesta di aiuto anche alla direzione sanitaria aziendale di Viterbo che risponde, a firma di Marina Cerimele “Pur avendo compreso le sue difficoltà, spiace dover ribadire che non è possibile, da parte di questa Asl, provvedere al ricovero in oggetto. Cordiali saluti”. Nessun chiarimento in merito.
Comincia un percorso tortuoso e frustrante durante il quale non si è mai realizzata una auspicabile integrazione multidisciplinare di competenze tra le varie specializzazioni che avrebbe consentito di intessere una rete a maglie fitte dalla quale il paziente Evangelisti non sarebbe scivolato via come invece è successo.
Scrive il signor Alessandro in una email inviata al Tdm, Tribunale del malato, il primo maggio scorso: ” …E’ possibile che il valore di una persona sia così poco importante? Io ero orgoglioso di essere in un paese dove il valore umano era al primo posto contemplato nel rispetto della Costituzione per l’assistenza alla persona. Ma che sta succedendo?”
Frattanto cresce l’ansia per la lotta contro il tempo e insieme la mortificazione nel constatare che “tutti molto comprensivi, ma nessuna soluzione. Tutti alzano le spallucce e mi trattano… ma con il cuore in queste condizioni… Che devo fare mi devo rassegnare, ho questa spada di Damocle che non mi dà speranza.
Io non vorrei arrivare a gesti inconsulti (ci ho pensato) piuttosto che vivere a minuti, senza un futuro. Ora a giugno che dirò a Pavia? Sto cercando di seguire le regole. Ma perché nessuno mi ascolta? Chiedo aiuto con dignità.
Spero che questa mia sia compresa senza menefreghismi. Io sto solo cercando di salvaguardare la mia vita e i miei familiari, ho 63 anni, tanta voglia di vivere, perché dovrei rassegnarmi a un letto con la paura costante della morte? Tra l’altro già provata nel dicembre 2011. Pensate che un evento così non abbia lasciato uno strascico nella mia mente? Ancora qualche volta la notte mi sveglio con grande paura.
Mi scuso per questo sfogo, ma spero di far capire il mio stato d’animo ad affrontare questa problematica”.
Una nicchia di empatia e di con-passione in realtà Alessandro l’ha trovata già da tempo nella mente di Barbara Longo (Uoc di Psicologia ) che non si dà per vinta e, al di là degli impegni lavorativi, si fa carico della storia di una persona e non solo della sua patologia, tentando di percorrere varie strade affinché ci sia una risposta di aiuto. Finalmente questa è giunta grazie all’interesse manifestato presso l’Uo di Medicina di Belcolle diretta da Bruno Mongiardo.
Il signor Alessandro Evangelisti ha potuto stabilire un contatto che gli consente assistenza nel perseguire il suo obiettivo. Dopo tanto si riaccende la speranza.
Purtroppo due giorni dopo il suo cuore si è fermato. Il Tribunale per i diritti del malato, congiuntamente alla famiglia di Alessandro Evangelisti, chiede che quanto è avvenuto sia debitamente valutato e che venga istituito un tavolo di confronto tra tutti coloro che si sono avvicendati in questa storia affinché emergano le criticità del sistema e si faccia leva sui punti di forza dei quali la sanità viterbese è pur ricca.
Anna Maria Calevi
Coordinatrice del tribunale per i diritti del malato – Sezione di Viterbo
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