Riceviamo e pubblichiamo – Il giorno 12 giugno 2013 i dipendenti di Esattorie spa proclamano quattro ore di sciopero dalle 9,30 durante le quali manifesteranno con un sit-in in piazza del Plebiscito di fronte alla sede della Prefettura di Viterbo e del Comune di Viterbo al fine di sensibilizzare le istituzioni sullo stato di crisi dell’azienda concessionaria della riscossione dei tributi locali.
I dipendenti non percepiscono lo stipendio da mesi. Inoltre, nonostante le rassicurazioni, l’azienda ha chiesto la cassa integrazione a zero ore a partire dal giorno 10 giugno 2013.
I dipendenti di Esattorie spa esternano il loro disagio a tutte le istituzioni poiché, non solo non percepiscono lo stipendio da tre mesi, ma anche perché il 7 giugno 2013 hanno saputo, dopo mesi di totale assenza da parte della dirigenza, che la stessa ha richiesto la cassa integrazione a partire dal 10 giugno.
La società Esattorie spa interromperà i servizi che offriva al Comune di Viterbo e ad altri enti, creandogli grossi disagi.
La presidente di Esattorie ha motivato la richiesta della Cig (Cassa integrazione) con il fatto che il Comune avrebbe la volontà di internalizzare i servizi. Quest’ultimo non si è mai espresso in tal senso, vista anche l’incertezza normativa, pertanto si può dedurre che Esattorie abbia preferito la via più semplice per “sbarazzarsi” dei dipendenti a fronte dei presunti gravi disagi economici in cui versa?
Il Comune si troverà ad affrontare il problema della riscossione delle entrate tributarie e dell’attività accertativa che consente di stabilire equità fiscale tra i contribuenti.
I dipendenti che da anni operano nel settore, rivendicano le loro competenze e confidano nella sensibilità delle istituzioni affinché con un tempestivo intervento ci sia la salvaguardia dei posti di lavoro e non si disperda il patrimonio di professionalità ed il know-how ottenuto negli anni.
Fabi
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