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L'irriverente - L'opinione di Renzo Trappolini in vista del ballottaggio

Dove andrà Viterbo e per fare che?

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

–  E c’è chi continua a dire che Viterbo è una città chiusa e che le mura, abbracciate o meno, ne allontanano lo sguardo dall’ultimo orizzonte. Non è vero.

Infatti, su tre sindaci di questa seconda Repubblica agli sgoccioli, i viterbesi, ne hanno scelti due, Meroi e Gabbianelli, anagraficamente nati altrove, seppure qui “cresciuti”, come ha scritto, autoraccontandosi, Leonardo Michelini di Quarrata, dalle parti di Pistoia

Insomma, una benedizione o una stregoneria di ritorno delle comuni origini di Tuscia: del sud, Viterbo e di quella toscana. Un cordone ombelicale che i Lucumoni sembrano preservare  nei millenni e nonostante, ad esempio, da tutti i candidati-sindaco di Viterbo (ora ne son rimasti due) non sia stato detto chiaramente dove indicheranno ai cittadini di aggregarsi quando – e la data è prossima – le province non ci saranno più.

Se ne è parlato? O meglio è stata coinvolta la gente su una questione che interesserà ognuno da vicino?

Aspetteremo ancora “’o comando” da Roma, fermo restando che una protesta, come una volta un sigaro toscano o un cavalierato, non ce la negherà nessuno?  (L’esperienza dell’aeroporto, però, lo  sconsiglierebbe: vero sindaco Marini da una parte e consolidati parlamentari nazionali, dall’altra?).

Insomma: la prossima amministrazione civica si muoverà in direzione di Orvieto (pure etrusca), come fu ai tempi della Costituente, o verso Grosseto? O, con Civitavecchia, passando per l’etrusca Tarquinia, si andrà a costituire una area “vasta” ed economicamente promettente, in grado di trattare con Roma capitale o città metropolitana?

A Civitavecchia c’è un sindaco, Pietro Tidei, che da tempo sa il fatto suo e una gestione del porto che ha ricevuto una intera pagina d’encomio del maggiore giornale nazionale, il Corriere della sera, a firma di una delle penne sue più graffianti, Gianantonio Stella.

Tidei è del Pd e, se  l’entroterra di Civitavecchia a nord è il Viterbese (venticinque minuti d’auto a Trasversale finita: perché si finirà, vero?) per quale ragione  proprio il Pd non ha fatto, in campagna elettorale, un bell’incontro di verifica pubblica con lui?

Mah!  Ormai, i 12 candidati sindaci non eletti stanno forse ponendosi il dilemma della scelta tra Michelini e  Marini e tra essi c’è pure Filippo Rossi che inventò Caffeina: con Tuscia Operafestival, la  kermesse letteraria  dell’estate (indipendente da santa Rosa) che ha fatto fare a Viterbo un  bel salto culturale.

A Filippo Rossi, si sa, piace essere “segno di contraddizione”,  ma Michelini e Marini che intendono fare di una manifestazione che, pur nata da lui, è ormai  della città e della cultura?

In ultima analisi, dove, come, con chi  andrà Viterbo e per fare che?

Con o senza il sostegno della “massoneria” e, speriamo, senza quello delle ”massonerie”. Le solite, che, peraltro, un “compasso”, non sanno neanche cosa sia.

Renzo Trappolini


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1 giugno, 2013

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