![]() La droga sequestrata nel corso dell’operazione Drum ![]() Il materiale sequestrato nel corso dell’operazione ![]() La droga sequestrata nel corso dell’operazione Drum ![]() Il capo del Nucleo investigativo Giovanni Martufi ![]() Il colonnello Gianluca Dell’Agnello ![]() Il sostituto procuratore Renzo Petroselli |
(s.m.) – Prima raffica di interrogatori di garanzia per l’operazione Drum (fotocronaca * arrestati nella Tuscia * video * video2).
Alcuni degli indagati del maxi blitz antidroga di martedì sono comparsi ieri mattina davanti al gip Salvatore Fanti.
Il giudice li ha interrogati in carcere. Quasi tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Solo per i pochi che hanno deciso di parlare le difese hanno avanzato una formale istanza di scarcerazione. Sulla richiesta, il gip si è riservato in attesa di concludere gli interrogatori e avere il parere del pm Renzo Petroselli.
E’ lui che ha condotto l’indagine culminata nel blitz di martedì mattina. L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba, ha portato all’arresto di 61 persone, di cui 23 in provincia di Viterbo tra Tuscania, Montefiascone, Capodimonte, Arlena di Castro e Marta. Tra gli arrestati, ci sarebbe anche un insospettabile carabiniere.
A Marta, gli investigatori avevano scoperto, a fine maggio, un agriturismo convertito in centrale dello spaccio. In arresto finirono il padre G.C., la figlia S.C. e la fidanzata del figlio O.C., che, invece, era riuscito a fuggire per poi costituirsi dopo pochi giorni.
L’intera famiglia è stata raggiunta dall’ordinanza di custodia cautelare di 600 pagine del gip Fanti. Stavolta sono finite in manette anche la madre M. T. B. e l’altra figlia S. C., detenute a Civitavecchia, mentre il padre, malato, è ai domiciliari. Il loro agriturismo, ma anche i tre panifici gestiti dalla stessa famiglia, sarebbero stati utilizzati come punti di stoccaggio dello stupefacente.
Su 61 arrestati, 40 sono in carcere. Tra oggi e domani saranno ascoltati gli altri, mentre per gli interrogatori dei 21 ai domiciliari ci sono dieci giorni di tempo dalla notifica dell’ordinanza.
Un’operazione dai grandi numeri, quella condotta dal comando provinciale dei carabinieri di Viterbo. 400 gli uomini impegnati, 111 perquisizioni e oltre due chili di droga sequestrata tra marijuana, cocaina, hashish, piante di canapa e la nuovissima amnè, un tipo di stupefacente che può causare anche perdite di memoria. Nelle intercettazioni, la droga veniva chiamata in modi fantasiosi e pittoreschi. Tutti compatibili con la gestione dell’agriturismo e dei panifici: “Sono arrivate le pecore”, “Mi serve altra farina”, ecc.
I militari si sono mossi tra Roma e Viterbo. Dalla Tuscia, gli investigatori si sono spostati nella capitale per ricostruire la rete dei canali di approvvigionamento. Le indagini li hanno portati nei quartieri a San Basilio, Acilia, Trionfale, Cassia, Monte Mario, Olgiata e sui lidi di Ostia e Civitavecchia.
Un traffico il cui valore, secondo quanto accertato dal pm Petroselli, tocca il milione di euro.

















